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Lamezia Terme - Pubblichiamo la nota del coordinatore Ull-FPL Catanzaro Bruno Ruberto sul piano triennale anticorruzione trasmesso dal Comune di Lamezia. "La UIL-FPL Calabria e Capoluogo ha ricevuto una informazione preventiva avente ad oggetto “trasmissione schema del piano triennale di prevenzione della corruzione e della trasparenza – PTCP 2017/2019”. Sinceramente, pensavamo si trattase dell’elaborazione “saggiamente” anticipata, benchè non dovuta, di una proposta di piano prevenzione della corruzione e della trasparenza o del suo aggiornamento riferito al prossimo triennio 2018/2020. Mai avremmo creduto che a fine anno, si potesse conformare un importante e obbigatorio strumento anticoruzione che comprende un’annualità che ormai volge a termine. Con profonda incredulità e preoccupazione, constatiamo che a fine settembre del 2017, il Responsabile della Prevenzione della Corruzione, d.ssa Maria Cristina Chirico, nonché Segretaria Generale dell’Ente, emana l’avviso pubblico per l’aggiornamento del piano triennale di prevenzione della corruzione contenente il programma triennale per la trasparenza e l’Integrità riferito alle annualità 2017/2019. Sarebbe molto facile stigmatizzare solo sui ritardi esercitati irragionevolmente dalla Segretaria Generale - Responsabile della Prevenzione della Corruzione. Quello che purtroppo appare sorprendentemente irrazionale è il fatto che, nonostante la Legge 190/2012 prevede l’approvazione dei Piani anticorruzzione entro il 31 gennaio di ogni anno, si possa consentire una evidente violazione, tra l’altro sanzionabile. Ricordiamo che nel gennaio del 2016, la scrivente O.S. ha sollecitato formalmente l’approvazione nei termini di legge del piano triennale di prevenzione della corruzione 2016/2018, ma nonostante ciò, fu licenziato dalla Giunta il 24 giugno 2016 con delibera N°198, dove si riportano solo astrattamente pervenute le osservazioni della UIL-FPL Calabria. Diverrebbe ipocrita a posteriori perdere tempo in inutili rimpianti, un vecchio proverbio sapientemente recita: “chi è causa del suo mal pianga se stesso”.

Dalla lettura sommaria dello schema di aggiornamento del Piano e raffrontando le schede/relazione sull’attuazione di quello dell’anno 2016, oltre a rilevare la mancata predisposizione e attuazione di un apposito piano di formazione per tutti i dipendenti, emerge che l’attività del Responsabile della Prevenzione della Corruzione si è limitata allo “stimolo, impulso e coordinamento”. Ma il ruolo cardine di questa figura non è assicurare l’efficacia dell’attuazione del Piano anticorruzione? Sintomatico è attestare nella scheda/relazione 2016 che, “ …le principali motivazioni dello scostamento sono determinate dalla strutturale insufficienza numerica dei Dirigenti in rapporto alle dimensioni dell'Ente amministrato e alla complessità della sua attività, che inducono a “trascurare” tali adempimenti a fronte della necessità di portare avanti il lavoro ordinario”. Quantunque condivisibile, conoscendo il sovraccarico di funzioni assegnate dal Sindaco ai Dirigenti di ruolo, risulta invece sleale e deontologicamente scorretto, riproporre un limite vincolante e stringente nell’assunzioni di funzioni dirigenziali in capo alla Segretaria Generale – R.P.C.. Una previsione più ampia e sempre rispettosa dell’autonomia e dell’imparzialità, può certamente contribuire ad

alleggerire e a rendere più dinamica e snella la gestione delle attività amministrative dell’Ente, assegnando stabilmente funzioni dirigenziali anche alla Segretaria Generale in tutti quei settori e unità operative che non vengono ricompresi nelle aree di rischio. Finalmente, si potrebbe beneficiare del suo contributo lavorativo e professionale, al fine di equilibrare una distribuzione equa dei carichi di lavoro, evitando così di alimentare falsi alibi che fin’ora sono serviti a mettere in cattiva luce solo i dirigenti di ruolo. In un contesto così già desolante, negligente, precario e maliziosamente obbligante, invece si aggiunge anche la preclusione dell’esercizio dell’azione disciplinare in capo alla Segretaria Generale – RPC, con il placet della 2^ Commissione e di tutto il Consiglio Comunale, sebbene l’Autorità Nazionale Anticorruzione lo consente. La UIL-FPL ha constatato inoltre una palese incongruenza, al limite dell’illegittimità, laddove nelle aree di rischio obbligatorie riportate nello schema di piano anticorruzione in trattazione, vengono considerati ad elevato rischio corruzione anche i procedimenti relativi a concorsi e prove selettive. Tale previsione contrasta palesemente con il vigente Regolamento sull’ordinamento generale degli uffici e dei servizi, che contempla il Segretario Generale nella commissione esaminatrice del procedimento per la selezione di personale, ponendo lo stesso in una condizione di manifesta incompatibilità.

Ma chi dovrebbe rappresentare la massima espressione di legalità, trasparenza e buona amministrazione, si può trovare in una condizione di potenziale incompatibilità? Sicuramente si provvederà in fretta e furia a modificare, per l’ennesima volta, il Regolamento degli uffici e dei servizi, invece di evitarne preventivamente le frequenti contaddizioni e violazioni. Come mai il vertice politico consente candidamente tutta una serie di negligenze, accozzaglie, inadempienze e rallentamenti,garantendone l’impunità? Oltre a quanto osservato e contestato da questa O.S. nelle numerose precedenti note, vogliamo stimolare un dibattito istituzionale su un elemento oggettivamente concreto: l’Ente è carente di figure dirigenziali, tra l’altro, sovraccaricati da molteplici responsabilità gestionali, domandiamo perché non vengono nuovamente assegnate le funzioni dirigenziali al Segretario Generale?

Qualche acuto mormoratore ipotizza che tra qualche giorno la Segretaria Generale perfeziona i 24 mesi di servizio al Comune di Lamezia Terme, che gli consentono di acquisire l’anzianità necessaria per esercitare negli Enti di classe 1°A. In questa dibattuta e celata prospettiva, alimentata da un persistente pettegolezzo che presuppone possibili accordi compiacenti e pianificati, si possono verosimilmente contestualizzare i percorsi tortuosi e instabili registrati nei vari adempimenti amministrativi posti in essere della Segretaria Generale: procedimenti onerosi e molto spesso non necessari, che paradossalmente hanno creato una sorta di ‘burocrazia della trasparenza’ e un rallentamento dell’efficienza e dell’efficacia dell’azione amministrativa, in un Ente che invece necessita urgentemente di stabilità, diligenza, efficacia e praticità manageriale. Per quanto evidenziato e osservato, la UIL-FPL Calabria e Capoluogo esprime una formale protesta e un assoluto dissenzo sullo schema di P.T.P.C 2017/2019, riservondosi di segnalare alle competenti autorità eventuali ulteriori incongruenze, potenziali incompatibilità, violazioni e negligenze, passate e presenti. Spesso la Politica ha la convinzione di restare immune, assumendo un comportamento distinto e apparentemente distratto dalle procedure e dai colpevoli ritardi. A volte tali “distrazioni” diventano dei boomerang per le amministrazioni, oltre a prevedere pesanti sanzioni a carico di Sindaci, Assessori e di Segretari Generali nelle funzioni di R.P.C., che vanno da un minimo di € 1.000,00 ad un massimo di € 10.000,00. Invitiamo sommessamente le SS.LL. a visionare le numerose Delibere sanzionatorie sul sito web dell’ANAC, augurandovi un’altrettanta “distrazione”, a quanto pare improbabile, del Presidente dell’ANAC Raffaele Cantone, visto il patimento che ormai da lungo tempo incombe sull’apparato amministrativo e burocratico del Comune di Lamezia Terme". 

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