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Lamezia Terme, 2 ottobre - L’anno scolastico è iniziato da qualche settimana, ma ancora una volta non tutto sembra essere al suo posto. Ai noti disservizi, più volte segnalati dalle parti sociali, si aggiunge l’ombra del concorso annunciato come la panacea di ogni male a circa quattordici anni dall’ultima “chiamata”. Appena il tempo di leggere il bando ufficiale e già sono partite azioni contro quanto operato dal Ministero della Pubblica Istruzione, con una nota associazione sindacale decisa a ricorrere al Tar per sospendere oppure per annullare quanto promosso dal ministro Profumo. A ruota sono giunte l’azione del Codancons, che ha apertamente criticato il concorso e una lunga serie di lagnanze. Davanti ad un caos sempre più crescente, che coinvolge direttamente il futuro della scuola e il destino di molti giovani con una fresca laurea in giacenza nel cassetto, abbiamo incontrato Antonino Tindiglia coordinatore provinciale del sindacato degli insegnanti Gilda-Unams.

Professore, con la disoccupazione in salita e molti giovani laureati a casa il concorso per il reclutamento del personale docente è l’atteso “salvagente”?

Noi siamo molto critici verso il concorso e in maniera chiara affermo che è davvero del tutto inutile. L’obiettivo è quello di ringiovanire la scuola italiana, ma i neo-laureati sono tagliati fuori e colleghi con quaranta anni di servizio sono stati costretti ad allungare la carriera. E’ assurdo. E’ solo uno spreco inutile di risorse. Inoltre, non è stato discusso con le parti sociali, presta il fianco clientelismo e prevedo moltissimi ricorsi. Concorso dei dirigenti scolastici docet.

Ergo, con il concorso prosegue il calvario dei precari?

Certo. Nelle graduatorie ad esaurimento ci sono tantissimi colleghi che lavorano e che hanno diritto ad essere sistemati. Alcuni sono prossimi ad essere messi in ruolo. Con quale forza vanno ad affrontare un nuovo concorso? Con quale spirito?Ricordo che molti hanno avuto anche il riconoscimento per gli scatti di anzianità.

E’ stato confermato anche il transito dei docenti?

Si. Verso altri compiti su tutti i posti vacanti e Itp nei ruoli Ata, con la qualifica di assistente amministrativo o tecnico con inquadramento in base al titolo di studio.

In caso di passaggio tornare all’insegnamento sarà possibile?

Solo quando le condizioni lo consentono. La condizione è sostanzialmente legata alla disponibilità dei posti. E’ anche presente la possibilità di transitare presso altre amministrazioni pubbliche, una via mai applicata perché mai si sono raggiunti protocolli d’intesa per il passaggio. In ogni modo, è la prima volta che si rischia di essere oggetto di un passaggio che non rappresenta un salto di qualità per la carriera. 

Dal Ministero trapela la volontà di levare un anno alle scuole superiori. E’ una soluzione che il sindacato condivide?

Per nulla. Mandiamo in sovrannumero i docenti delle scuole superiori togliendo un anno d’ istruzione.

Da quando la scuola italiana è finita nel vortice delle riforme, delle proteste e delle polemiche?

Ormai da circa otto dieci anni. In tutto il Paese è cominciato un processo di dequalificazione della scuola, che è ancora senza fine. Alcune scuole non sono sicure, i laboratori non sono sufficienti e taluni istituti sono diretti da un reggente. Purtroppo,  la scuola continua ad essere sempre relegata in un angolo

Fernando Giacomo Isabella

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