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Lamezia Terme, 19 settembre - “Voglio già bene a Lamezia Terme. In questi mesi, dopo aver ricevuto l’incarico della presidenza ed in attesa di insediarmi nel mio nuovo ufficio, mi sono informato su quanto succedeva in città ed ho cominciato ad amarla. Ho letto sui giornali e sui siti web della grinta e della determinazione con cui la comunità ha lottato contro la soppressione del tribunale. In tutto ciò ho visto il popolo”. Questo il saluto commosso e caloroso che il nuovo presidente del tribunale di Lamezia Terme, Bruno Brattoli, stamattina ha pronunciato nel corso del suo insediamento ufficiale. La cerimonia, semplice ma molto sentita, si è svolta nell’aula “Giulio Sandro Garofalo” alla presenza del presidente del tribunale penale Pino Spadaro, del procuratore facente funzione Domenico Prestinenzi e dei magistrati Carlo Fontanazza ed Angelina Silvestri. Ad affollare l’aula molti avvocati ed impiegati di palazzo di giustizia. Presenti anche i rappresentanti delle forze dell’ordine. Brattoli, 59 anni, è arrivato dopo le 11 da Roma e subito si è recato negli uffici giudiziari di Piazza della Repubblica; indossata la toga insieme agli altri magistrati, ha affrontato con molta pacatezza, tanti sorrisi e cordialità, il suo primo incontro pubblico nella terza città della Calabria.

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Il nuovo presidente del tribunale lametino non ha nascosto l’emozione ed ha plaudito alla forte reazione che i lametini hanno avuto nei confronti della paventata chiusura di palazzo di giustizia. “La città ha dimostrato un forte radicamento a questo presidio di legalità – ha commentato Brattoli – Avete fatto leva sulla vostra energia e sulla forza delle idee. Fin dal primo momento sono stato convinto che il tribunale sarebbe stato salvato, anche se – ha aggiunto il nuovo presidente – non doveva proprio, essere messo in pericolo”. Rivolgendosi alla comunità tutta, il magistrato ha affermato: “Non c’è possibilità alcuna che un giudice faccia bene il suo lavoro da solo. Avrò bisogno di tutti: colleghi, forze dell’ordine, avvocati, società civile perché io possa comprendere le istanze e le problematiche della comunità”. A dare il benvenuto a Brattoli il giudice Spadaro che, prima ha letto il verbale dell’insediamento ufficiale, e poi ha formulato un accorato saluto, rivolgendosi a Brattoli in maniera informale e dandogli del “tu”. “Ti consegno un tribunale che seriamente e ingiustamente ha rischiato di essere soppresso – ha dichiarato Spadaro – Seriamente perché se non fosse stato per una reazione veramente civile e bella, a quest’ora sarebbe veramente chiuso. Ingiustamente perché il tribunale è stato salvato in quanto è insediato in un territorio ad alta densità criminale, ma la criminalità ormai si è infiltrata dappertutto”. Spadaro ha spiegato a Brattoli: “Siamo riusciti a far capire al ministero che, su questi uffici,  erano state fatte delle valutazioni con dei parametri sbagliati. In questo tribunale ho trovato qualità dei magistrati, competenza dell’organismo forense, produttività di tutto il personale”. La cerimonia si è conclusa con un fragoroso applauso e la promessa di Brattoli che, ben presto, inizierà a conoscere le varie componenti istituzionali della città.

Maria Scaramuzzino

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