
Lamezia Terme – Canti religiosi, preghiere, commozione e speranze per un avvenire più sereno sono state riposte nel miracoloso Sant’Antonio affinché il Santo si faccia mediatore, per noi, di pace in questo periodo di forte travaglio; tante sono tante le lodi per omaggiare Sant’Antonio nella ricorrenza che cade annualmente la seconda domenica di questo mese: ‘Sant’Antonio di marzo’. Quest’anno la partecipata tradizione religiosa è coincisa con la seconda domenica di Quaresima dove l’evangelista Luca propone il passo della trasfigurazione di Gesù, ‘per insegnarci ad entrare nella sua luce per meglio vivere e apprendere il Vangelo’.
Come spiegato nell’omelia dal Vescovo Schillaci assieme ai frati del Santuario ben lieti di accogliere Sua Eccellenza, come ogni anno, si intende rinnovare, “la mediazione del Santo verso la nostra città e i suoi abitanti durante il terremoto del 27 marzo 1638, quando la comunità si rifugiò in preghiera nella parrocchia di Santa Maria degli Angeli (il Santuario di Sant'Antonio) per ottenere la sua intercessione dal disastroso evento. La riflessione odierna è stata oltre che un momento di ritrovo anche una preghiera comune estesa, vista la angosciosa situazione che ci coinvolge tutti e su più fronti. “Questo speciale appuntamento, che coincide con la seconda domenica di Quaresima - ha illustrato Schillaci - ha unito la comunità cristiana in periodo tanto difficile, nonché «travolto, come definito dal Santo Padre Francesco nella recita dell’Angelus di questa mattina, dal massacro perpetrato dalla guerra in Ucraina». “Pertanto Sua Eccellenza ha invitato tutti a pregare per entrare in comunione con Gesù come Lui stesso fece salendo sul monte e il suo volto si trasfigurò”. In questo periodo quaresimale - ha concluso il Vescovo - è necessario mettersi in ascolto con il Signore e nutrirsi della sua parola, proprio come fece Sant’Antonio”. Ascoltare dunque, ma anche “meditare e sapere accogliere doverosamente questi nostri fratelli oppressi dalla guerra”. La celebrazione ha anche visto due nuovi ingressi, quelli di Gennaro Molinaro e Salvatore Pandolfo nella famiglia degli statuari. Dopo la celebrazione della messa i devoti al ‘Santo dei Miracoli’ hanno accompagnato la sua statua scesa ieri alla presenza dei fedeli, con una commossa e breve processione lungo il piazzale del Santuario, conclusasi con l’attesa benedizione della città e i fedeli plaudenti e inneggianti la sacra reliquia.
Francesco Ielà


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