
Lamezia Terme, 15 giugno - Bisognerà aspettare fino alla metà del prossimo mese di luglio per sapere quante e quali famiglie potranno accedere ai servizi di riabilitazione erogati nelle strutture della Progetto. Sud. Già nei prossimi giorni l’azienda sanitaria provinciale dovrebbe ricevere le linee guida per il contratto che, non è stato ancora firmato per responsabilità dei tavoli commissariali e non dell’Asp. A dare la notizia è stato Gerardo Mancuso, direttore generale dell’azienda sanitaria provinciale di Catanzaro, che oggi pomeriggio è intervenuto al convegno “Uguali e diversi da chi” organizzato dalla Comunità Progetto Sud, in collaborazione con i Csm di Lamezia e Girifalco. L’incontro si è tenuto nel cortile di Palazzo Nicotera dove, all’ingresso, Mancuso ha trovato le famiglie dei disabili che da mesi attendono di poter accedere alle cure riabilitative della Progetto Sud. Padri e madri, stanchi ed esasperati che hanno dato vita ad un sit-in di protesta per reclamare un diritto fondamentale per i loro figli malati: il diritto alla salute.

In tutto sono 109 le famiglie che stanno pagando di tasca propria le terapie di riabilitazione per i loro figli, per la maggior parte tutti minorenni e bisognosi di cure continue. Purtroppo la maggioranza dei nuclei familiari sono monoreddito, quindi tutti hanno dovuto ridurre le prestazioni, le varie sedute di terapia per i figli che, così, regrediscono invece di migliorare. Questo è l’aspetto più preoccupante della vicenda perché ridurre le cure, interrompere il ritmo costante della riabilitazione a cui un disabile dovrebbe essere sottoposto, vuol dire soltanto aggravare le sue condizioni, sul piano fisico e sul piano psicologico. Il direttore generale dell’Asp ha anche precisato che, una volta firmato il contratto, non tutte le famiglie in lista potranno accedere alla riabilitazione garantita dalla Progetto Sud che è autorizzata ad erogare tali servizi. “La lista è lunga – ha affermato Mancuso – l’Asp terrà conto solo delle richieste socio-assistenziali. Le richieste sociali non sono di nostra competenza”.
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