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Lamezia Terme – “I grandi percorsi culturali iniziano sempre con semplici passi seguiti poi da altri più impegnativi e se l’inizio ha l’aspetto del gioco il risultato educativo non tarderà ad arrivare. Un gioco che permetta di conoscere il passato con un metodo completamente nuovo che, a partire dai reperti archeologici metta al centro la storia del proprio Paese. Rivisitare il passato, ricostruendo le linee essenziali, significa riappropriarsi della propria identità di persona storicamente definita in uno scambio, tra alunni, di entusiasmo conoscitivo: un rapporto tra mittente e ricevente che diventa biunivoco, che fa diventare l’allievo protagonista”. E con questo scopo prende avvio nuovamente, tra pochi giorni, l’appuntamento con “L’Archeologia a scuola” nell’Istituto Comprensivo Ardito Don Bosco. Il progetto ha avuto adesioni da parte di 47 alunni delle classi prime e seconde della scuola secondaria di I grado. 

Siti archeologici che diventano laboratori a cielo aperto

Musei e siti archeologici che diventano per i ragazzi laboratorio a cielo aperto. Reperti carichi di storia che parlano e restituiscono, tangibile e comprensibile, il senso di testimonianza, traccia, documento. I ragazzi di Lamezia Terme protagonisti e non passivi spettatori, “nuovi Virgili” della comprensione del mondo dal quale provengono e dal quale proveniamo noi tutti. “Ci sono state nel passato interessantissime esperienze-pilota nelle scuole lametine e oggi - si legge in una nota - dopo due anni di interruzione (Causa Pandemia) prende nuovamente avvio il Progetto “Archeologia a scuola”, questa volta però nella scuola secondaria di I Grado P. Ardito, accolto con grande entusiasmo dalla Dirigente Margherita Primavera e da tutti i ragazzi”.

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Il progetto “I reperti ci parlano… il viaggio continua” è ideato e realizzato dalla professoressa Danila Benincasa, Dottoressa in lettere classiche, indirizzo archeologico, che da 15 anni porta avanti, in ogni scuola in cui “approda con grande caparbietà e passione”. Punto essenziale del Progetto è “La nostra Terra di Calabria”, teatro 2500 anni fa, ricorda la docente: “della colonizzazione greca, delle prime colonie fondate dagli Achei sulle sue sponde e delle numerosissime sub colonie che costituiscono un patrimonio culturale essenziale e prezioso per la costruzione della nostra identità culturale. Un viaggio che nel presente diventa un’esperienza fondamentale di vita perché permetterà agli alunni di scoprire e conoscere siti di notevole importanza archeologica e artistica. Saranno gli stessi alunni a dare voce ai reperti dando così modo ad altri coetanei di seguirli nel viaggio di incontro con ciò che ancora non conosciamo. Le scelte metodologiche prefissate mireranno ad un coinvolgimento diretto degli studenti nella ricostruzione del fatto storico. Gli allievi, inoltre, soprattutto in occasione della simulazione di scavo prevista dal progetto, sperimenteranno lo spirito collaborativo di gruppo, oltre che la necessità di un impegno attento, paziente e minuzioso, in vista della “scoperta” che sarà, ce lo auguriamo, entusiasmante, oltre che formativa”.

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Il Progetto prevede dei laboratori finalizzati alla ricerca, analisi e studio delle fonti e delle uscite sul territorio: Museo Archeologico Lametino, Parco Archeologico di Terina, Abbazia Benedettina e Casa del libro Antico. L’obiettivo è anche quello di “promuovere e valorizzare il patrimonio storico-culturale e artistico, salvaguardandone le risorse come investimento per il futuro. Educare ad una fruizione ed a un turismo più equilibrato e sostenibile le nuove generazioni, serve al miglioramento della qualità della vita e del territorio, al mantenimento e al sostegno delle tradizioni locali. Promuovere nei nostri ragazzi il senso di appartenenza ad una comunità con storia, usi, tradizioni e regole consolidate nel tempo e condivise nella pratica quotidiana nonché proporre una visione innovativa di fruizione del territorio proveniente dai cittadini del domani”.

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