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Alberto_Statti-Agrinsiemeok.jpgLamezia Terme - “La Calabria affoga per colpa dell’incuria, della cementificazione selvaggia e dei troppi compromessi! Quanto accaduto ieri a Reggio Calabria e - solo qualche mese addietro a Rossano e Corigliano - evidenzia una situazione divenuta ormai insostenibile, in primis per il tributo di vite umane e poi per un bilancio dei danni pesantissimo”. Lo afferma in una nota il presidente di Confagricoltura, Alberto Statti.

“Le inondazioni, le esondazioni, le frane non sono solo conseguenze delle mutate condizioni climatiche perché quanto sta accadendo - pur nella sua eccezionalità - dimostra inequivocabilmente la fragilità di un territorio per troppo tempo abbandonato, abusato e speriamo non compromesso.  E’ arrivato il momento di invertire la tendenza del passato, di mettere in atto una seria pianificazione territoriale soprattutto  in termini di prevenzione! E per questo confidiamo anche nell’autorevolezza del neo capo della protezione civile calabrese, il geologo Carlo Tansi. Ma c’è bisogno anche - a nostro avviso - di consentire finalmente alle imprese agricole di fornire un supporto concreto nel rendere sicuri i versanti, produttive le terre abbandonate, di esercitare, insomma, quel ruolo naturale e  fondamentale a difesa del territorio. Il Piano regionale di Sviluppo Rurale dovrà poter incentivare in tal senso un processo virtuoso che veda l’agricoltura e gli imprenditori agricoli non più marginali rispetto alla pianificazione del territorio calabrese. Confagricoltura Calabria - oggi più che mai - intende contribuire alla formazione di quella nuova cultura dell’impiego del territorio che richiederà priorità politiche e scelte coraggiose”.

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