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Lamezia Terme – Stop agli schiamazzi ed alla musica in centro dopo la mezzanotte. Questo è quanto stabilisce un’ ordinanza sindacale (la n.137/2013) che modera le attività d’intrattenimento in centro dopo le diverse segnalazioni e gli esposti pervenuti in Comune da parte di cittadini che abitano nelle zone maggiormente frequentate dai giovani e dove sono ubicati i locali notturni. Un dispositivo che uniforma Lamezia ad altre realtà comunali che già da tempo si sono dotate di tale disciplina. Nell’ordinanza si premette come l'Amministrazione comunale guidata da Speranza “riconosce l'importante ruolo sociale ed economico svolto dalle attività di intrattenimento danzante, discoteche, somministrazione di alimenti e bevande e non solo, dislocate sul territorio comunale e, in particolare nel centro storico o nelle immediate adiacenze di esso, non solo perché con la loro presenza contribuiscono efficacemente all'animazione e alla valorizzazione turistica del territorio, ma anche perché offrono ai giovani, attraverso l'organizzazione di piccoli intrattenimenti musicali  e di altre iniziative complementari di animazione, la possibilità di divertirsi all'interno dei confini comunali”.

Tutto questo però, evidentemente non basta se poi, nella stessa ordinanza si specifica come al Comune siano pervenute “continue segnalazioni ed esposti, singoli e/o collettivi, da parte di cittadini che lamentano un uso di strumenti di amplificazione posti all'interno ed a volte all'esterno dei pubblici esercizi che recano disturbo e per l'intensità del suono e per il suo perdurare a lungo anche nelle ore notturne”. Per l’Amministrazione comunale, dunque, “il fenomeno del rumore, collocandosi nel quadro delle turbative dell'equilibrio ecologico, è ormai considerato un pericoloso fattore di insalubrità ambientale” ritiene “quindi necessario intervenire con misure mirate a una maggiore prevenzione di tutto ciò che potrebbe essere motivo di compromissione della qualità e la salubrità dell'ambiente” disciplinando con apposita ordinanza “le immissioni acustiche provenienti dalle attività economiche operanti sul territorio conciliandole con il diritto alla tutela da inquinamento acustico dei cittadini residenti”.  Proprio per questo motivo nel provvedimento emanato oggi “è fatto divieto di emettere diffusioni sonore nei pubblici esercizi, circoli privati, con o senza utilizzo di impianti elettroacustici di amplificazione e di diffusione sonora, sia all' interno che all' esterno dei locali pubblici o spazi pubblici o di uso pubblico chiusi o all' aperto, oltre l'orario, fissato con la presente, delle ore 24:00 di tutti i giorni, a prescindere dalle stagioni” e le “ attività economiche prima richiamate che fanno uso di strumenti sonori, per allietare le serate o intrattenere la propria clientela, non dovranno comunque superare i limiti di rumore di cui alla legge 447/1995”.

Le deroghe

Una deroga a tale orario è prevista, tramite apposita richiesta da parte del proprietario del locale solo “per l' uso di apparecchi televisivi detenuti all' interno di esercizi pubblici o pizzerie, ristoranti in occasione di trasmissioni di manifestazioni sportive o culturali aventi carattere nazionale o internazionale. La suddetta deroga viene intesa sino alla conclusione dell' evento stesso”. Inoltre, per tutte le circostanze in cui “i titolari di pubblici esercizi o circoli privati, in occasione di particolari eventi o circostanze, intendano protrarre l'attività di allietamento e la relativa diffusione sonora oltre i limiti di orario sopra specificato” dovranno richiedere apposita autorizzazione “almeno dieci giorni prima dell’evento e comunque “sempre nel rispetto dei limiti di inquinamento acustico previsti dalle norme”.

Le eccezioni

L’ordinanza prevede comunque delle eccezioni, ovvero “non si applica per gli eventi pubblici della notte tra il 31 dicembre ed il 1 gennaio di ogni anno e, più in generale, per gli eventi organizzati da questa pubblica Amministrazione”.

Le sanzioni

Chiunque non osserva gli orari e le prescrizioni della presente ordinanza - si legge - è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 1.032 euro a 10.329 euro”. Inoltre, sono previste sanzioni meno salate per “chiunque nell' esercizio o nell' impiego di una sorgente, fissa o mobile, di emissioni sonore supera i limiti di rumorosità punibili con una sanzione amministrativa del pagamento di una somma dai 516 euro ai 5.164 euro”. Infine, viene specificato che “alla seconda infrazione il Sindaco si riserva la facoltà di adottare le misure che riterrà opportune compreso la chiusura temporanea del locale”. Un' ordinanza che, da un lato, farà felici i residenti delle zone centrali dove sono ubicati i locali notturni ma, dall’altra, non farà piacere sia a chi detiene un’attività economica del genere e sia ai tanti giovani che affollano questi locali.

REAZIONI

Speranza: “Provvedimento necessario per le continue lamentele ricevute”

Il Sindaco interviene con una nota sull’ordinanza sindacale che modera le attività d’intrattenimento in centro. “Il provvedimento che impone di interrompere la musica ad alto volume a mezzanotte è in linea con quello che si sta facendo in molte città italiane, alcune turistiche. L'ordinanza entrerà in funzione tra almeno quindici giorni. Ancora non è stata nemmeno notificata alle forze di polizia. È stata emanata perché ho ricevuto tantissime richieste da persone malate ed anziane che abitano nel centro storico. Soprattutto persone povere che si sono lamentate per il volume alto anche d'inverno, persino alle 4 di notte. Mi hanno svegliato molte volte per dirmi che mentre io abito in una zona tranquilla, loro sono nel pieno del casino. Bisogna trovare un punto d'incontro tra le diverse esigenze, sacrosante dei ragazzi di avere dei momenti di svago e di socializzazione, degli imprenditori per le loro iniziative economiche e delle persone che hanno case antiche e senza isolamenti acustici, qualche volta arrangiate nel centro storico e si sentono molto sfortunate rispetto a chi abita in altre zone della città. L'ordinanza impone soltanto, da una certa ora in poi, l'interruzione della musica ad alto volume. Vorrei fosse chiaro che ci sono possibili deroghe che devono essere chieste al comune. Io sono aperto alla discussione democratica e sono convinto che troveremo un punto d‘incontro positivo rispettandoci reciprocamente, senza offese e attacchi".

Massimo Cristiano: "Stop alla musica? Una follia che ucciderà definitivamente Lamezia"

“Questo è l’ennesimo atto autoritario, messo in campo da un’amministrazione di sinistra senza  una maggioranza in consiglio comunale, un’amministrazione sostenuta ormai in modo chiaro da alcuni consiglieri eletti in schieramenti avversi, ma che oggi si mescolano con il centro sinistra, gente senza onore e dignità. Nelle ultime ore sono stato tempestato di telefonate, i proprietari di molte attività commerciali ricadenti nel centro storico di Nicastro e non solo, risultano letteralmente inferociti, avvertono questa ordinanza come un atto autoritario, un atto ostile, un sopruso, che porterà ingenti danni economici, e con la grave crisi in atto c’è da crederci, gente che ha investito i sacrifici di una vita, per mettere su un qualcosa che da un lato permette di portare un pezzo di pane a casa e dall’ altro contribuisce a far decollare un centro storico che negli anni passati era adibito solo ed esclusivamente a dormitorio, ora con questa ordinanza ritornerà ad essere dormitorio. Per questo motivo prima che inizi una guerra gli uni contro gli altri, chiedo la convocazione urgente del consiglio comunale per aprire sin da subito un tavolo tra gli operatori di settore e i cittadini residenti, per trovare appunto un compromesso e uscire da questa incresciosa situazione, nel frattempo chiedo al sindaco di rivedere l’ordinanza, in sostituzione il consiglio comunale ha i poteri per sospendere l’ordinanza".

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