
Lamezia Terme – Continua da due mesi il blocco dei lavori allo svincolo di Lamezia sull'A3 Salerno-Reggio Calabria. Il blocco, lo ricordiamo, si sta protraendo da quando la ditta Carena Spa, appaltatrice dei lavori, si è tirata indietro per problemi di liquidità. I lavori, compresi tra lo svincolo di Lamezia e il torrente Randace, coinvolgono 11 km di tratto autostradale per un appalto da 96 milioni di euro. I tubi per la canalizzazione delle acque bianche così come i mezzi di lavoro sono fermi in vari punti del tracciato interessato dai lavori. Disagi anche per la popolazione di San Pietro Lametino dove la via di collegamento era rappresentata da un ponte, demolito durante i lavori d'ammodernamento ma ancora non ricostruito per via del blocco. Gli abitanti sono così costretti ad effettuare un tortuoso giro tra le campagne circostanti tramite l'istituzione di un senso unico alternato. Dall'Anas non vorrebbero arrivare alla terza rescissione (il tratto in questione, lo ricordiamo ha subito dal 2000 ben due rescissioni per "gravi inadempienze" dell'allora ditta appaltatrice, ndr) e concludere il prima possibile i lavori di ammodernamento del tratto autostradale, considerata anche l'importanza che riveste lo svincolo di Lamezia per la sua centralità nei collegamenti aeroportuali, su gomma e rotaia. Purtroppo sembra che le ditte subappaltatrici, con cui è in corso da settimane le trattative per sbloccare i lavori, non siano disposte ad accollarsi il famoso "rischio d'impresa". La vicenda, in cui sono coinvolte tutte le sigle sindacali per tutelare la forza lavoro, sta passando sotto il silenzio della politica locale e nazionale. Un interessamento da parte dei politici, siano essi locali chee nazionali, potrebbe invece, in qualche modo, far sì che si arrivi ad una soluzione e alla ripresa e conclusione dei lavori per questo importate nodo viario rimasto incompleto da diversi anni.
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