
Lamezia Terme, 20 settembre - Questo pomeriggio, un centinaio di fedeli della parrocchia di San Tommaso d’Aquino di Falerna Superiore hanno dato vita ad una protesta davanti alla curia vescovile di Lamezia Terme in via Lissania. Motivo della manifestazione, la decisione del vescovo diocesano mons. Luigi Cantafora di trasferire don Fabio Coppola, parroco di Falerna paese, a Soveria Mannelli che è uno dei centri montani dell’hinterland lametino dove è parroco don Antonio Brando. Il giovane sacerdote è alla guida della comunità falernese da circa un anno, un periodo relativamente breve ma sufficiente per farsi amare e ben volere dai parrocchiani. I fedeli, infatti, hanno voluto mettere in atto la protesta per ribadire il buon lavoro fatto dal sacerdote che in pochi mesi ha saputo rivitalizzare la comunità parrocchiale riuscendo a motivare un po’ tutti: dagli anziani agli adulti e naturalmente anche i giovani che, nei piccoli paesi, non hanno molti stimoli o centri di aggregazione dove potersi incontrare e condividere delle esperienze formative. A sostenere don Fabio, davanti al palazzo vescovile, c’erano anche alcuni rappresentanti della comunità araba e rumena che vivono a Falerna paese. Musulmani ed ortodossi insieme per difendere un sacerdote cattolico “che ci ha sempre trattato bene – hanno affermato gli immigrati in protesta con tanto di striscione – e che ha accolto i nostri figli lasciandoli giocare e fare delle attività con i figli dei falernesi, senza alcun pregiudizio”. Per placare la protesta e favorire il dialogo fra le parti, il cancelliere della curia don Pino Angotti ha fatto salire i manifestanti negli uffici del palazzo vescovile al primo piano. Dopo qualche minuto di attesa è arrivato il vescovo accompagnato dal segretario particolare don Giuseppe Montano. I fedeli hanno atteso il presule intonando canti mariani e recitando il Santo Rosario; al suo arrivo lo hanno accolto con un applauso. Mons. Cantafora ha chiesto agli operatori dell’informazione di lasciare il salone vescovile per poter parlare “in camera caritatis” con i fedeli di Falerna e con don Fabio Coppola che, nel frattempo, ha raggiunto i suoi parrocchiani in curia. Il vescovo ha chiesto l’incontro a porte chiuse per poter spiegare con serenità le ragioni della sua decisione.

Maria Scaramuzzino
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