
Lamezia Terme, 10 agosto - Il tribunale di Lamezia è salvo. La scure del governo Monti non si abbattuta sul presidio di legalità perché la città della Piana è “zona di mafia”. Con questa causale la riunione del consiglio dei ministri di questa mattina ha mantenuto il palazzo di giustizia lametino ed altri tribunali in Calabria e in Sicilia, nonostante la decisione di soppressione presa nei mesi scorsi dal dipartimento del ministero della Giustizia. Per festeggiare la buona notizia, tanto attesa dopo mesi di proteste e battaglie, nel pomeriggio è stata organizzata una conferenza stampa molto informale proprio all’ingresso del tribunale di Lamezia, in piazza della Repubblica. All’assemblea improvvisata ha partecipato il sindaco della città Gianni Speranza, accompagnato dall’assessore comunale Rosario Piccioni, anch’egli avvocato. Presenti molti avvocati ed anche numerosi esponenti del comitato civico nato nei mesi scorsi per salvare il palazzo di giustizia lametino. L’avvocato Gianfranco Barbieri, presidente dell’ordine forense di Lamezia, ha espresso la soddisfazione di tutti per l’importante vittoria ottenuta. “La città – ha detto Barbieri – ha ottenuto un giusto riconoscimento. Il nostro ringraziamento va ai rappresentanti istituzionali della città: alla deputazione parlamentare, al presidente del consiglio regionale, al sindaco e a tutti coloro si sono battuti con senso di responsabilità e grande diplomazia per questa importante battaglia”.

Il vicepresidente del comitato, Maurizio Sirianni, ha colto l’occasione per ringraziare anche i magistrati che hanno affiancato gli avvocati in questi mesi di lotta. In particolare è stato rivolto un “grazie” molto sentito al presidente del tribunale penale Giuseppe Spadaro “che ha sposato la causa del tribunale fin dal primo momento, scendendo in campo e battendosi in prima linea”. Tommaso Colloca, avvocato ed esponente del comitato, ha rimarcato che “se si è corso il rischio di non avere più il tribunale è perché il nostro palazzo di giustizia è stato sempre una struttura con gravi carenze di organico. Ciò, per colpa della politica che è stata sempre molto distratta e superficiale. Ora che questa battaglia è stata vinta – ha sottolineato Colloca – bisogna andare oltre, programmare meglio, perché in futuro non si corrano più questi rischi”. L’avvocato ha manifestato la gratitudine del comitato alla Malgrado Tutto, la cooperativa sociale di Raffaello Conte che dal primo giorno ha stazionato con i suoi mezzi nel piazzale del tribunale ed ha offerto ogni sorta di supporto logistico per sostenere la battaglia a difesa del presidio di legalità di piazza della Repubblica.

Anche il primo cittadino lametino ha ringraziato tutti coloro che hanno dato il loro prezioso contributo per salvare il tribunale: dai parlamentari al consiglio regionale e provinciale, dai magistrati agli avvocati, alla gente comune. Il primo cittadino ha dichiarato: “Questo è un bel giorno per Lamezia e per tutto il Paese. Il tribunale della nostra città è un punto di riferimento per tutta la Calabria perché svolge un servizio per tutta la regione. In questi tre mesi abbiamo vissuto momenti molto tesi e difficili. La battaglia è stata lunga e complessa, è costata anche tanti sacrifici – ha commentato Speranza – Ma finalmente la notizia che tanto desideravamo è arrivata. Così passeremo tutti un bel Ferragosto”. Gli avvocati hanno annunciato che, già domani mattina, ci sarà la riunione del consiglio dell’ordine per fare il punto della situazione. Inoltre, sicuramente ci sarà anche un momento di festa per celebrare quello che è un momento storico per la città, ma tutto sarà fatto con molta sobrietà e con tanta tristezza nel cuore per la morte del giovane avvocato Gianluca Materazzo, avvenuta solo qualche giorno fa. Materazzo, rimasto vittima di un terribile incidente stradale con la sua moto, aveva aderito alla protesta del comitato ed aveva anche suonato con la sua band in occasione di una delle tante manifestazioni organizzate per il mantenimento di palazzo di giustizia. Il giovane professionista aveva promesso che, se la battaglia fosse stata vinta, avrebbe suonato ancora per festeggiare. Una promessa che non potrà più mantenere ma che manterranno i suoi colleghi ricordandolo ed onorando la sua memoria.
Maria Scaramuzzino
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