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Lamezia Terme - “Come animatori, catechisti e responsabili siamo chiamati con la forza dello Spirito Santo a rompere tutti quei muri, quegli steccati, che ci impediscono di dialogare, di relazionarci, di costruire la fraternità con gli altri”. Così il vescovo, monsignor Serafino Parisi concludendo l’incontro “Bella fra!” nel corso del quale è stato dato il mandato ad animatori ed educatori dei Grest che, a breve prenderanno il via nelle parrocchie della Diocesi, sollecitando i presenti a “rompere tutte queste cose per costruire una rete di relazioni belle, apicali, fraterne, comunionali”.

“Quando si fa il Grest ci si diverte – ha poi sottolineato il Vescovo - e questo divertimento deve essere un'occasione per annunciare il Vangelo” che vuol dire partire da ciò che Gesù ci ha detto: “amarci e favorire tra di noi l'amore e la comunione ed io vi auguro che, dandovi questo mandato, voi possiate essere proprio coloro che dalla forza dello Spirito Santo attraverso il gioco, la danza, il canto, possiate dire ai ragazzi che c'è un modo diverso di stare insieme perché nello stesso metro quadrato due persone possono farsi la guerra, ma le stesse due persone, in quello stesso metro quadrato, possono anche abbracciarsi. E, allora, dobbiamo dire che c'è un altro modo di stare insieme che è giocando nella gioia e nella fraternità” che è altro dall'inimicizia, dall'odio, dalle divisioni e dalle guerre, e “voi diventate missionari di questo: ricevete questo mandato e questo è il Vangelo che dovete annunciare nella forza dello Spirito Santo”.

Quindi, nel fare riferimento alla solennità della Pentecoste monsignor Parisi, tra le altre cose, ha parlato di “occasione che viene data a noi per celebrare la forza, la potenza, la dinamicità del grande protagonista della storia della Chiesa che è lo Spirito Santo” che “rende possibile la costruzione delle relazioni tra di noi”. 

L’incontro, che come ha detto don Antonio Brando, direttore dell’Ufficio catechistico, “è stato fortemente voluto dal Vescovo e per la prima volta si è svolto nella nostra Diocesi”, si è concluso con la consegna del Tau quasi a voler creare un legame con il Poverello di Assisi: “Nell’ottavo centenario della morte di San Francesco – hanno infatti spiegato gli organizzatori – ad accompagnare questo momento è stata proprio la sua figura, caratterizzata da quella felicità che viene dal Vangelo, capace di segnare la storia del mondo e della Chiesa con la sua umilità e la sua indole rivoluzionaria”. 

Ed in questo senso il titolo dato alla manifestazione “Bella fra!” ha preso spunto “dal saluto dei più giovani, da un modo fraterno di battersi il pugno, di darsi la mano che dice di una gioia nel rivedersi, nel ritrovarsi, nello stare insieme. E questo è stato quello che abbiamo voluto dirci tra noi, oggi, contenti di vivere un’esperienza di fraternità e desiderosi di dire anche a san Francesco, facendolo diventare compagno di avvenuta, fratello!”.

“È dall’esperienza – hanno concluso gli organizzatori – che si impara davvero! Abbiamo vissuto un momento di comunione: ciascuno di noi si è sentito parte viva di questo momento pur mantenendo la propria individualità, in senso lato l’appartenenza al proprio gruppo, alla propria associazione, alla propria parrocchia. A guidarci c’era qualcuno che rappresentava ogni gruppo partecipante, a rendere visivamente l’idea che tutti noi siamo parte di un unico popolo, di un’unica comunità che è la Chiesa”. 

Un momento condivisione, quindi, per tutti coloro che accompagnano ed accompagneranno i ragazzi nel cammino della fede, che, organizzato dagli uffici diocesani di Pastorale giovanile e catechistico, ha rappresentato un pomeriggio di festa ospitato davanti al sagrato del Santuario della Madonna di Dipodi a Feroleto Antico con il coinvolgimento di ragazzi e ragazze provenienti da varie parrocchie della Diocesi.