
Lamezia Terme - "Al centro della nostra proposta c'è il diritto alla salute ed in particolare la necessità di costruire un sistema sanitario nazionale universale pubblico che garantisca la cura di tutte le persone come dice la nostra Costituzione in modo gratuito e come diritto perché oggi non è così, anzi in questi anni ci sono stati tagli molto forti alla spesa sanitaria un processo di privatizzazione pesantissimo c'è bisogno di assunzioni di medici di infermieri, ma soprattutto c'è bisogno di investire sul territorio per tutti quei servizi socioassistenziali che oggi sostanzialmente mancano". Lo ha detto il Segretario nazionale della Cgil, Maurizio Landini intervenendo a Lamezia Terme all’Assemblea delle Assemblee della Cgil Calabria dove è stata lanciata la raccolta firme della due proposte di legge di iniziativa popolare sui temi della sanità pubblica e degli appalti, sostenute dalla Cgil e depositate in Cassazione.
"Per fare questo - ha aggiunto Landini parlando coi giornalisti - noi diciamo che bisogna aumentare gli investimenti e la spesa, e bisogna andare a prendere i soldi dove sono facendo una riforma fiscale vera che vada a tassare la rendita finanziaria, la rendita immobiliare, i profitti. Che combatte l'evasione fiscale e che quindi sposti le risorse dove debbono essere spostate. Accanto a questo chiediamo anche di fare un'altra legge che cancelli tutta la logica dell'appalto del subappalto dei sottoppalti delle finte cooperative che, sulla base della logica del massimo ribasso degli appalti a cascata e degli affidamenti senza gara, ritorni a premiare invece la qualità del lavoro, la qualità del fare impresa che è un modo anche per combattere la malavita organizzata che attraverso questi sistemi sta controllando pezzi interi dell'economia reale".
"Con questi due disegni di legge - ha altresì evidenziato il leader nazionale della Cgil - noi vogliamo rimettere al centro il diritto delle persone che lavorano ad avere lo stesso contratto e gli stessi diritti a parità di lavoro e, dall'altra parte, vogliamo affermare un diritto fondamentale che il diritto alla cura, che il diritto alla sanità che oggi sostanzialmente non è garantito e per noi questo è un elemento di continuità con il referendum appena passato perché quel referendum ha ribadito in modo molto chiaro che la maggioranza di questo Paese chiede che l'applicazione della nostra Costituzione sia il programma politico del Governo e del Parlamento. Quindi, proprio forti di quel pronunciamento che ha dimostrato che la maggioranza del Paese chiede questa cosa, e chiede quindi al Governo e al Parlamento di cambiare le politiche economiche fatte, noi raccogliamo queste firme affinché a settembre, quindi prima che venga fatta la legge di Bilancio, queste proposte siano in Parlamento e siano discusse. Vogliamo costruire un movimento di lotta di sostegno a queste richieste e intendiamo utilizzare tutti gli strumenti democratici che abbiamo a disposizione per cambiare questa politica economica e sociale".

Decreto Schillaci e istruzione: garantire maggiore qualità
Landini ha affrontato anche altri tempi, sollecitato dalle domande dei giornalisti, come il decreto Schillaci con i medici di medicina generale che diventerebbero dipendenti pubblici l'altra questione che riguarda l'istruzione con le rivolte in tutta Italia sulla riforma degli istituti e degli istituti tecnici. Sul primo punto - ha risposto Landini - noi nella nostra proposta di legge in realtà apriamo a questa prospettiva. Il problema è come la si fa, perché che ci sia bisogno di una maggiore integrazione e di una maggiore qualità e quindi che il servizio sanitario sia in grado di garantire, insisto, gratuitamente su tutto il territorio e a tutte le persone noi pensiamo che sia un punto che vada affrontato. Noi naturalmente questa cosa pensiamo che ci sia bisogno di farla con il coinvolgimento e con la discussione di tutti i soggetti che sono coinvolti e in questo senso pensiamo che non è il momento di interventi spot è il momento di una riforma complessiva che veda anche un aumento della spesa sanitaria perché in realtà noi altrimenti siamo di fronte al rischio di una privatizzazione del servizio e di una non risposta naturalmente ai bisogni che le persone sostanzialmente hanno. Per quello che riguarda la giornata di ieri - ha aggiunto Landini - mi pare che la risposta più di quello che posso pensare io deriva dalla grande partecipazione che c'è stata degli insegnanti di quella giornata che ha reso evidente come oggi il diritto all'istruzione, il diritto alla formazione deve passare da una qualificazione dell'attività scolastica e non da logiche che non c'entrano nulla con l'estendere il diritto e la qualità dell'insegnare e il diritto e la qualità di formare persone che abbiano anche una capacità critica di quella che è la società e di quello che è il nostro Paese".
Guerre e crisi energetica, Landini: "Ruolo del Papa importante. Logica Trump icompatibile con la democrazia"
Landini si è espresso anche sulle questioni internazionali legate alle guerre in atto e sulla crisi energetica che colpisce le famiglie, le imprese e la produzione in generale. "Come è noto per quello che riguarda la pace e la ricostruzione della pace - ha sottolineato - è un obiettivo fondamentale perché senza pace non esistono né diritti né democrazia e né libertà. E noi siamo di fronte a una situazione pericolosissima, non ci sono mai state tante guerre nel mondo come adesso e addirittura siamo di fronte al fatto che molte di queste guerre sono fatte contro il diritto internazionale. La guerra è lo strumento che si sta sostituendo alla politica e alla diplomazia e quindi sta prevalendo un'idea in cui quello che conta è la forza, e io credo che questo elemento per i lavoratori di tutto il mondo, non solo per i lavoratori italiani, sia un disastro e quindi penso che noi dobbiamo batterci con ogni strumento democratico che abbiamo a disposizione per riaffermare la necessità di costruire la pace. Penso che in questo momento siano importantissime le parole e il ruolo che sta svolgendo il Papa nel nostro Paese ma anche nel mondo e penso, da questo punto di vista, che la logica con cui ci sta muovendo Trump è una logica incompatibile con la democrazia. Questo bisogna cominciare a dirlo in modo molto chiaro ed essere conseguenti. Bisogna lavorare per fermare le guerre che ci sono in corso di ogni genere penso all'Ucraina penso a Gaza, ma penso anche alle guerre che ci sono in Africa penso che bisogna fermare la corsa al riarmo che è partita perché questa logica della guerra sta portando tutto il mondo ad aumentare la spesa per le armi addirittura per armi nucleari. Ecco io penso che noi non abbiamo bisogno di questo. La vera vera sicurezza non sono le armi. La vera sicurezza è garantire alle persone il diritto alla salute, la vera sicurezza oggi - ha aggiunto Landini - è l'autonomia energetica e il fatto che oggi siamo di fronte al rischio di una crisi energetica di una pesantezza che non abbiamo mai visto perché c'è il rischio ascoltando e sentendo anche chi ne capisse più di me di essere in una situazione peggio del 1973. E' evidente allora che questo significa fermare la guerra, ma avere anche in testa come un Paese come l'Italia e l'Europa che non ha né gas né petrolio, costruisce una propria autonomia energetica e in questa condizione l'autonomia energetica la costruisci solo investendo seriamente e con progetti seri sulle fonti rinnovabili. Io credo che qui noi stiamo pagando un ritardo pesante perché questa cosa non nasce adesso l'abbiamo già vista quando c'è stata la guerra in Ucraina e abbiamo perso 3-4 anni perché anziché investire in questa direzione abbiamo continuato a fare accordi per comprare il gas o il petrolio da altre parti oggi addirittura siamo bloccati a comprare il gas dagli Stati Uniti che costa 3-4 volte quello che avevamo prima e mette in difficoltà le famiglie italiane, ma anche le imprese perché il costo dell'energia nel nostro Paese è il più alto di tutta Europa".

Sul decreto Ponte sullo Stretto, Landini: "il Governo caccia via soldi inutili"
"Credo proprio che si stiano cacciando via dei soldi e penso da questo punto di vista sarebbe utile che il governo cominciasse ad avere l'umiltà di ascoltare quello che dicono le persone". Così Maurizio Landini sul decreto Ponte di Messina rispondendo ai giornalisti a Lamezia Terme. "Il referendum - ha aggiunto - dovrebbe essere un segno, la maggioranza di questo Paese non è d'accordo con le politiche che loro stanno facendo. Allora per chi governa ci sono dei momenti che deve avere anche l'umiltà di saper ascoltare e da un certo punto di vista credo che non ci sia nessun italiano che pensa che il suo problema si risolva attraverso il Ponte sullo Stretto di Messina. Anzi - ha proseguito Landini - come è noto abbiamo il problema non di costruire ponti, ma abbiamo il problema di costruire ferrovie, di costruire strade, di costruire infrastrutture. Il problema è evitare che i giovani del Mezzogiorno continuano ad andare via dal nostro Paese. Di tutto questo, il Governo non si sta occupando quindi per quello che ci riguarda noi l'abbiamo sempre detto che per noi non era una priorità quell'opera, parlavamo prima di energia. Guardate - ha puntualizzato ancora il leader nazionale della Cgil - che avere le fonti e avere un'autonomia energetica vuol dire investire, ma non vuol dire solo montare pannelli o pale eoliche, vuol dire essere capaci anche di costruire i pannelli e le pale eoliche significa sfruttare tutte le fonti che ci sono. Noi siamo al centro del Mediterraneo più che l'hub del gas noi potremmo essere un'esperienza nel mondo di che cosa vuol dire utilizzare l'aria, l'acqua e il sole. E da questo punto di vista costruire tutte quelle infrastrutture che sono necessarie. Io sono il primo a dire che questa cosa non è che la fai con la bacchetta magica e in un giorno, però stiamo perdendo anni e se non vogliamo essere fuori dal processo industriale, mi limito ad osservare che altri Paesi in Europa che hanno fatto queste scelte oggi sono in un'altra condizione. Guardiamo la Spagna. La Spagna, diversamente da noi, ha investito sulle energie rinnovabili. Ha disaccoppiato il prezzo del gas rispetto all'energia. Ed oggi è il Paese in Europa che paga meno energia, ed è il Paese in Europa che ha più investimenti esteri e che sta migliorando la propria produzione mentre noi stiamo vedendo settori strategici dall'auto alla chimica di base alla siderurgia che rischiano di saltare e di sparire così stanno portando il nostro paese a sbattere credo che noi non lo possiamo permettere".
Pnrr, Trotta: "Altra occasione persa per la Calabria"
Presente a Lamezia anche il segretario calabrese, Gianfranmco Trotta sollecitato dai giornalisti sulla spesa del Pnrr. "Non era una gara a chei arrivava prima, quindi essere quart'ultimi, cambia poco. Era una occasione, ed è un'occasione persa, perché la spesa è al 13% e il 30 giugno è vicino". Così, il segretario regionale della Cgil Calabria, Gianfranco Trotta rispondendo ai giornalisti a Lamezia Terme in merito alla scadenza del Pnrr e alla posizione della Calabria. "Già da anni stiamo dicendo che sul Pnrr - ha aggiunto Trotta - c'erano dei ritardi, dei forti ritardi ci è stato raccontato che raccontavamo bugie e ora arriviamo al dunque. I dati sono pubblici. Quindi vedremo, ma non era una gara a chi arrivava primo era una gara a chi raggiungeva gli obiettivi e spendeva bene i soldi a disposizione, sarà un'altra occasione persa per la Calabria".
A.C.
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