
Catanzaro - "Molte buone iniziative sono state avviate in questi anni per qualificare le politiche migratorie nel nostro Paese ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti, nonostante ancora molto ci sia da fare, nonostante le difficolta' che derivano anche da scelte assolutamente diverse adottate da paesi, pure appartenenti all'Unione Europea, e le spinte xenofobe di alcuni che fanno leva su antiche e nuove paure. Oggi, anche per via degli ultimi fatti, che vengono nei fautori degli ultimi attentati, extracomunitari passati dal nostro Paese, pare si stia avviando una stagione piu' cupa che vede provvedimenti restrittivi e iniziative assolutamente in contrasto con la politica della buona accoglienza fin qui praticata". E' quanto si legge in un documento diffuso dalla Legacoop Calabria.
"Crediamo - continua la nota - sia opportuno riflettere sulle ultime decisioni del Governo in merito ai Cie. Comprendiamo le difficolta' e le necessita' che il Governo ha di garantire sicurezza e protezione ai cittadini, temiamo che le ultime scelte possano produrre effetti assolutamente contrari rispetto agli obiettivi che si prefiggono. Il passato dei Cie ci racconta che la loro funzione e' assolutamente inutile e spesso colpisce povera gente che ha perso il posto di lavoro, quindi la possibilita' di ottenere un documento. Riterremmo utile ed interessante un confronto con il Governo e con il Ministro Minniti, al quale abbiamo avuto modo di rappresentare sommariamente il nostro lavoro e le nostre proposte sul tema dei migranti, per individuare misure positive sulle politiche migratorie, in linea con quanto auspicato dal Presidente Mattarella e dal Santo Padre. Comprendiamo la necessita' di un intervento e auspichiamo misure di accompagnamento, vogliamo comprendere se c'e' possibilita' di aprire una stagione che contempli entrambe, nonostante il vento xenofobo che vede partecipare governi Europei, Africani e Americani. Noi sappiamo che le persone che cercano di fuggire sono prevalentemente disperati, costretti a subire guerre, regimi dittatoriali e poverta' causati dalle multinazionali e dalle politiche economiche occidentali, noi per ringraziarli non possiamo respingerli o farli morire nelle carceri in Libia. Questo - si legge in conclusione - non puo' essere il nostro Paese, questa non puo' essere l'Europa".
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