
Reggio Calabria - Il Procuratore Nazionale Antimafia, Franco Roberti, ha partecipato questa mattina a Reggio Calabria a un incontro con gli studenti nell'ambito del progetto Gerbera Gialla 2014 organizzato dal Coordinamento Riferimenti. Nel corso del suo intervento Roberti ha parlato dei beni confiscati alle mafie. "Non basta sequestrare i beni o confiscarli - ha detto - ma bisogna gestire e destinare questi beni a uso sociale come prevede la legge, in modo corretto trasparente ed efficiente". Sui temi della legalità il Procuratore nazionale antimafia ha affermato che "i magistrati proprio perché hanno prestato giuramento di fedeltà alla legge e alla costituzione devono sempre fare del loro meglio per applicarle. Perché un buon magistrato di questo deve sempre tenerne conto".
La cerimonia della 'Gerbera gialla', presentata da Adriana Musella, responsabile del coordinamento antimafia "Riferimenti", si è aperta con il ricordo commosso di Nicolino Campolongo, il bambino di tre anni assassinato a Cassano allo Ionio. Subito dopo il minuto di raccoglimento, è intervenuto il Presidente del Consiglio regionale della Calabria, Francesco Talarico. "E' un grande piacere - ha detto Talarico - ospitare questa manifestazione nella Casa dei calabresi. Nella nostro terra è possibile vincere la criminalità organizzata schierando un gioco di squadra. In Calabria lo Stato sta facendo un grande lavoro di prevenzione e di indagine, una forte azione di contrasto al crimine organizzato e non. Ed è grazie a questo lavoro è stato possibile sconfiggere personaggi del crimine organizzato che sembravano intoccabili. E' inoltre necessario una forte reazione contro chi lega le proprie fortune con le collusioni, oppure, e lo dico con amarezza, assistere agli arresti di persone che dell'antimafia hanno la loro bandiera. Tutto ciò per affermare che non abbiamo bisogno di simboli ma di azioni quotidiane, a partire dal controllo sulla formazione delle liste elettorali". Per il Procuratore distrettuale di Catanzaro, Vincenzo Lombardo, "c'è troppa connivenza tra colletti bianchi e corruzione, e ciò significa che non remiamo tutti nella direzione giusta". Il procuratore della Repubblica di Palmi, Giuseppe Creazzo, nel suo breve intervento, ha esortato i giovani a rispettare le regole "e a pretendere da chi guida la cosa pubblica di fare altrettanto, ribellandosi contro la violenza e l'illegalità". Il giornalista della Gazzetta del Sud Arcangelo Badolati ha detto che "non è vero che la 'ndrangheta ha rispettato donne e bambini. Si contano a decine, negli ultimi cinquant'anni gli omicidi di giovanissimi e piccoli in braccio ai padri, e di donne, come Annunziata Pesce". Federico Cafiero de Raho, Procuratore distrettuale di Reggio Calabria, ha invitato i tanti giovani presenti nell'auditorium 'Calipari', " a dismettere la paura, non farsi condizionare, e pretendere il rispetto dei diritti della persona, a partire dai rapporti familiari". Le conclusioni dell'iniziativa sono state tratte dal procuratore nazionale antimafia, Federico Roberti. "La nostra memoria - ha detto- è fatta dalla scia di sangue di tanti colleghi, amici, uomini e donne delle forze dell'ordine, della società civile, che per far rispettare la legge hanno pagato un prezzo altissimo". Rivolto ai giovani, Roberti li ha esortati a leggere e studiare "la nostra Costituzione".
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