
San Floro - Legambiente è intervenuta, con atto firmato dai legali del Ceag Calabria, gli avvocati Anna Parretta e Costantino Baffa, nel giudizio proposto dalla Sirim s.r.l. contro il Comune di San Floro avverso alla sospensione del permesso a costruire n. 2/2010 con il quale era stata autorizzata la costruzione di un centro di raccolta e smistamento con discarica rifiuti, chiedendo il rigetto del ricorso nell’interesse di tutta la collettività che negli ultimi mesi ha lottato contro la discarica della Battaglina. L’associazione ambientalista che è in prima linea contro la realizzazione di un progetto che comporterebbe un danno gravissimo all’ambiente ed alla salute pubblica, aveva infatti richiesto, con approfondite motivazioni, già nei primi giorni di gennaio, con una nota firmata dal dottor Andrea Dominijanni, vice presidente di Legambiente Calabria e dal legale del Ceag, alle amministrazioni comunali interessate ed alla Regione Calabria, in via di autotutela, l’annullamento e/o la revoca e comunque la sospensione di tutti gli atti autorizzativi relativi alla Battaglina.
Il Comune di San Floro è quindi intervenuto sospendendo il permesso a costruire già rilasciato, in particolare dopo avere riscontrato che sul terreno oggetto del progetto di discarica insistono diritti di uso civico. Tale provvedimento di sospensione è stato impugnato dalla Sirim s.r.l. che aveva anche richiesto, in via cautelare, l’accoglimento della sospensiva. La Regione Calabria, accogliendo le istanze di Legambiente, con decreto n. 2414 datato 04.03.2014 ha pero’ a sua volta, sospeso il decreto n. 16278 del 08.09.2009 con il quale era stata concessa, ai sensi del d.lgs. n. 152/2006, l’autorizzazione integrata ambientale per la realizzazione della discarica. All’udienza che si è tenuta nella giornata del 20 marzo 2014 la Sirim s.r.l. è stata, quindi, costretta a rinunciare ad una richiesta di sospensiva che sarebbe stata comunque inevitabilmente rigettata dal T.a.r. non sussistendo nessuno dei presupposti di legge per il suo accoglimento. “Legambiente - si legge nella nota dell’associazione ambientalista - chiede a tutte le amministrazioni interessate ed in primo luogo alla Regione Calabria di seguire sino in fondo la strada tracciata e di porre la parola fine, nell’interesse di tutti i cittadini calabresi, a questa brutta storia di ecofurbi”.
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