
Decollatura - Si è conclusa nella giornata di ieri 18 marzo con una marcia e una manifestazione per la pace la settimana della cultura dell’IIS “Costanzo”. Un corteo di studenti, con le bandiere colorate della pace sventolanti, scortato dai Carabinieri della Compagnia di Soveria Mannelli e dai Vigili Urbani, ha raggiunto il Santuario della Madonna di Fatima, dove è stato accolto dal parroco e docente dell’IIS “Costanzo” don Roberto Tomaino. "Il cielo coperto - raccontano - minacciava pioggia e ha quindi impedito che la manifestazione si svolgesse nella piazza Bonini di Soveria Mannelli. “Forse non è un caso che oggi la manifestazione si tenga nel Santuario – ha detto don Roberto nel suo breve discorso di accoglienza – visto che la Chiesa è la casa di tutti, non solo dei credenti e praticanti, è il luogo dell’accoglienza e del dialogo”.
Ha dato il via alla manifestazione la dirigente scolastica, dottoressa Antonella Mongiardo, che ha ringraziato tutte le autorità presenti: Simona Cavalieri, in rappresentanza del sindaco di Soveria Mannelli Michele Chiodo, Antonella Mercuri, in rappresentanza della sindaca di Decollatura Raffaella Perri, Rino Pascuzzo e Valentina Perri, in rappresentanza del sindaco di Bianchi Pasquale Taverna, il sindaco di Lamezia Terme Paolo Mascaro. La preside ha ringraziato anche le Forze dell’Ordine, la signora Marcella Flocco, presente in rappresentanza del Consiglio d’Istituto, la Croce Rossa e le associazioni sportive di zona. E poi ancora gli studenti, i docenti, il personale scolastico tutto.
“Oggi il Costanzo – ha detto la preside – da Soveria Mannelli vuole lanciare un messaggio di pace. I nostri ragazzi vogliono unire la loro voce a quella dei ragazzi dell’istituto Perri- Pitagora di Lamezia Terme, dell’Istituto Comprensivo “San Francesco” di Palmi e delle altre scuole calabresi che in questi giorni stanno manifestando contro la guerra, contro tutte le guerre e ogni forma di violenza. In questo momento buio della nostra storia, in cui si fa fatica a vedere la luce dopo il tunnel, prima per la pandemia, ora per un conflitto tremendo dal quale molta gente è in fuga per difendere il proprio futuro, mentre molte persone innocenti e tanti bambini sono stati privati per sempre del loro futuro, è importante che proprio la scuola, che è il luogo dove si costruisce il futuro delle nuove generazioni, accenda una luce, una fiammella di speranza”.
E sempre di pace hanno parlato poi i sindaci. La dottoressa Cavalieri, in rappresentanza del sindaco di Soveria Mannelli, ha ringraziato i ragazzi per il loro impegno a sostegno della pace, dicendosi contenta di poter assistere alla manifestazione che con tanto entusiasmo hanno preparato. Antonella Mercuri, in rappresentanza della sindaca di Decollatura, ha citato una frase di Maria Montessori che ha offerto a tutti una importante riflessione: “Tutti parlano di pace, ma nessuno educa alla pace. A questo mondo si educa per la competizione, e la competizione è l’inizio di ogni guerra. Quando si educherà per la cooperazione e per offrirci l’un l’altro solidarietà, quel giorno si starà educando per la pace”. E’ intervenuto poi il signor Rino Pascuzzo, in rappresentanza del sindaco di Bianchi, che ha sottolineato il ruolo fondamentale della scuola nell’educare alla pace. E’ stata poi la volta del sindaco di Lamezia Terme Paolo Mascaro, che ha voluto raggiungere l’area del Reventino ed essere presente malgrado il breve preavviso. “Pensiamo – ha detto il sindaco Mascaro – che la guerra sia lontana da noi, che interessi altri e non potrà mai riguardarci. Non ci riguarderà se sapremo costruire la pace, a partire dalle aule scolastiche”. Il sindaco ha invitato i ragazzi a combattere le piccole grandi prepotenze che si consumano ogni giorno anche a scuola. Non dobbiamo far finta di non vedere e lasciar correre. Dobbiamo invece sempre agire e reagire.
"E’ stata poi la volta - aggiungono - di alcuni rappresentanti della Comunità Ucraina di Lamezia Terme, che hanno dato voce al loro dolore nel sapere i loro cari sotto le bombe. Hanno ringraziato tutta la comunità calabrese per gli aiuti che sono arrivati in Ucraina sin dai primi giorni della guerra. Padre Taras, cappellano della comunità ucraina calabrese, ha ricordato papa Francesco e i suoi continui e accorati appelli alla pace. Il vescovo della diocesi, monsignor Giuseppe Schillaci, ha onorato tutti con la sua presenza. Il Monsignore ha voluto sottolineare la generosità dei calabresi, che si è manifestata anche nella nuova emergenza, nell’accogliere profughi ucraini ed aiutare chi è rimasto in patria inviando beni necessari. Gli interventi sono stati inframmezzati da canzoni suonate dalla band del liceo, letture di testi e brevi coreografie in cui si sono cimentati alcuni alunni e alcuni docenti del Costanzo, sotto la guida delle docenti Iolanda Pulice e Barbara Borelli. Poi la lettura dell’articolo 11 della Costituzione Italiana, con il suo lapidario l’Italia ripudia la guerra".
“Questa scuola – ha detto la preside riferendosi all’Istituto Costanzo – pur essendo molto complessa sul piano gestionale, per via dei suoi quattro plessi dislocati su tre comuni diversi, pur avendo tutti i problemi che sono presenti in tutte le scuole, ha qualcosa di magico. Qui il desiderio e gli obiettivi di uno diventano desiderio e obiettivi di tutti. L’organizzazione di questa giornata lo ha dimostrato. Sembrava impossibile concretizzare questo progetto e invece tutti, proprio tutti, hanno fatto la loro parte: alunni, docenti, personale di segreteria, molto coinvolto e impegnato in questo evento, collaboratori scolastici. Questa scuola è un modello di cooperazione. E’ questo il messaggio di pace che vuole dare oggi l’IIS “Costanzo”.
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