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Rimini - Martedì 25 agosto, ARPACAL ha partecipato alla Tavola rotonda "Un tuffo dove il mare è più blu: persone e azioni per la salvaguardia dei nostri ecosistemi marini" dedicato alla tutela del mare, insieme a Maurizio Dionisio, direttore generale di Arpa Abruzzo, Paolo Ferrecchi, Direttore ARPA Emilia-Romagna e Paola Carnevale direttore scientifico di Arpa Liguria. Il contributo dell’Agenzia calabrese ha riguardato il monitoraggio, la condivisione dei dati e il ruolo della conoscenza scientifica nelle politiche di protezione del Mediterraneo.

Al confronto, avviato dalla Presidente Alessandra Gallone e dal vicepresidente Donato Ramunno, hanno preso parte il Direttore generale Michelangelo Iannone e il Direttore scientifico Giacinto Ciappetta, che coordina per l’Agenzia le attività connesse all’attuazione della direttiva, nell’ambito della Sottoregione Mar Ionio - Mar Mediterraneo Centrale.

"Non si può proteggere ciò che non si conosce, ha sottolineato la Presidente Gallone: ISPRA e SNPA rappresentano una rete di istituzioni che produce ricerca e conoscenza, realizza monitoraggi e controlli ambientali e mette dati e informazioni a disposizione del Paese e dei decisori politici". 
"Il monitoraggio- ha spiegato Iannone- non è soltanto raccolta di dati: è uno strumento essenziale per interpretare i fenomeni, individuare le pressioni sugli ecosistemi e supportare decisioni sempre più tempestive e consapevoli".
Il Mediterraneo rappresenta infatti un mare chiuso e quindi un sistema complesso nel quale biodiversità, qualità delle acque, attività antropiche, cambiamenti climatici e sviluppo economico sono strettamente interconnessi. E' per questo che la Direttiva Strategia Marina, attuata in sinergia tra le agenzie ambientali, supera una lettura frammentata dei singoli fenomeni e punta a una valutazione integrata dello stato dell’ambiente marino.
Su questa dimensione si è concentrato l’intervento del Direttore generale di ARPACAL , richiamando il ruolo delle Agenzie come presidio tecnico-scientifico: “Siamo impegnati ogni giorno sul territorio per monitorare e proteggere gli ecosistemi, nella consapevolezza che vivere in un ambiente sano è una condizione fondamentale per la salute e il benessere delle persone". 

Per Iannone, la capacità di produrre dati scientificamente affidabili e di renderli patrimonio delle istituzioni e dei cittadini rappresenta uno dei presupposti per affrontare le sfide ambientali e supportare azioni e modelli di sviluppo sostenibili. “La Calabria – ha spiegato Giacinto Ciappetta – è una penisola nel cuore del Mediterraneo, esposta alle influenze che interessano tanto il bacino occidentale quanto quello orientale. Questa particolare posizione rende ancora più vulnerabile il territorio e quindi è necessario disporre di una conoscenza continua e scientificamente robusta delle condizioni dell’ambiente marino. I recenti eventi estremi, connessi ai cambiamenti climatici con l’incremento della temperatura, dimostrano come le attività previste dalla Strategia Marina permettano infatti di osservare nel tempo l’evoluzione del cambiamento dello stato degli ecosistemi attraverso programmi coordinati di monitoraggio delle diverse componenti ambientali. Un patrimonio conoscitivo che assume un valore crescente di fronte alle trasformazioni in atto nel Mediterraneo”.

Conoscere il mare significa essere nelle condizioni di proteggerlo, e proteggerlo significa investire nel futuro. La partecipazione di ARPACAL al panel ISPRA-SNPA conferma il contributo della Calabria alla costruzione di una rete nazionale e interregionale della conoscenza del mare, basata sulla condivisione dei dati come strumenti operativi per affrontare le grandi sfide ambientali del Mediterraneo.

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