Salta al contenuto principale

senza-fili_ab31b.jpg

Lamezia Terme - Cesare Perri, Medico psichiatra, già direttore di un Dipartimento di salute mentale con incarichi regionali; già docente universitario e in scuole di specializzazione, rivolge un appello ai cittadini in merito alle nuove sfide della sanità. 

La sfida del pacemaker senza fili in Calabria

"Nel giugno 2025, tramite lettere aperte  riportate dai media, avevo espresso una scelta netta e provocatoria: 'Accetterò l’impianto di un pacemaker leadless, considerato urgente (in codice rosso), solo quando questo dispositivo sarà ordinariamente disponibile per tutti i cittadini calabresi'. Ho mantenuto fede a questo impegno solidaristico fino al 26 ottobre scorso quando, a fronte di un aggravamento dei sintomi, mi sono recato presso la Cardiologia del Policlinico Universitario di Catanzaro. La mia richiesta, valutata anche la mia situazione clinica complessiva a 80 anni d'età, è stata immediatamente accolta e il giorno successivo, all'interno dell’Unità di Terapia Intensiva Cardiologica (UTIC), mi è stato impiantato il pacemaker senza fili. In questa occasione ho potuto riscontrare una strumentazione tecnologica di assoluto rilievo nazionale e una encomiabile professionalità da parte degli operatori sanitari di ogni livello, a cui va il mio profondo ringraziamento. A scanso di distorte interpretazioni, ci tengo a sottolineare che i cardiologi, gli elettrofisiologi e le équipe infermieristiche delle nostre strutture sanitarie possiedono una preparazione scientifica e una capacità tecnica di assoluto livello. Il vero limite risiede purtroppo negli strumenti e nelle risorse logistiche che le direzioni aziendali, per vincoli di bilancio, mettono ordinariamente a loro disposizione per l’acquisto dei nuovi dispositivi".

Cos'è il pacemaker "leadless"

Perri, spiega come, il pacemaker leadless (dal 2024 disponibili anche nelle versioni bicamerali) sono dispositivi miniaturizzati grandi come una capsula, inseriti direttamente nel cuore tramite la vena femorale (dall'inguine) senza necessità di chirurgia toracica. Questa tecnologia elimina gli elettrocateteri e la tasca sottocutanea sul petto, riducendo drasticamente il rischio di infezioni e complicanze meccaniche.

L'intervento è mininvasivo, in anestesia locale, con un recupero rapido e dimissioni entro 24 ore. La durata della batteria supera i 10 anni ed è garantita la totale compatibilità con la risonanza magnetica.

Secondo le linee guida delle società scientifiche, questa tecnologia è particolarmente indicata per:

  • Pazienti giovani e soggetti attivi: l'assenza di fili previene la rottura o l'usura da stress meccanico dovuta ad attività fisica o lavorativa e preserva l'immagine corporea.
  • Soggetti ad alto rischio infettivo.
  • Pazienti fragili per l’età avanzata o patologie concomitanti (immunodepressione, terapie oncologiche, emodialisi o occlusioni delle vene succlavie).
  • Pazienti con indicazione a stimolazione bicamerale, garantendo la sincronia atrio-ventricolare.

Di contro, permangono precise controindicazioni anatomiche e cliniche, come ostruzioni severe dei vasi femorali che impediscono il transito dell'introduttore, la presenza di valvole meccaniche artificiali tricuspidali e specifiche cardiomiopatie ipertrofiche ostruttive".

I dati epidemiologici e la sfida della Calabria

Il medico psichiatra lametino passa poi ad analizzare alcuni dati: "attualmente, i pacemaker senza fili rappresentano circa il 7% dei circa 50.000 impianti eseguiti annualmente in Italia. Si configurano come una scelta  limitata a casi selezionati, pur essendo di agevole fruibilità per interventi privati a un costo di circa 20.000 euro. In Calabria la tecnologia è pienamente disponibile, ma la percentuale di utilizzo è assai minore, come evidenziabile dalle delibere di acquisto sugli albi pretori. A fronte di oltre 2.000-2.500 pacemaker totali, quelli leadless si attestano al 3-4%, mentre altri 400-500 calabresi scelgono ogni anno di farsi operare in strutture del Centro-Nord. Il potenziamento e la diffusione dei programmi leadless all'interno dei confini regionali si pongono l'obiettivo prioritario di trattenere professionalità e pazienti, offrendo standard d'eccellenza a "chilometro zero". Sebbene il costo iniziale del dispositivo per le aziende sanitarie sia superiore, la maggiore durata e l’efficacia clinica si traducono, nel medio-lungo termine, in un risparmio complessivo per la sanità pubblica, oltre ai benefici diretti per la qualità della vita dei cittadini".

Il diritto di informazione 

Da qui, le ragioni del suo appello ai cittadini: "alla luce di queste considerazioni, un cittadino di fronte alla proposta di un pacemaker tradizionale (anche in base alle norme sul consenso informato) ha il diritto di chiedere se, nel suo caso specifico, la tecnologia leadless sia applicabile e se offra maggiori benefici. Nella realtà odierna, purtroppo, che si arrivi in ospedale attraverso il Pronto Soccorso o tramite una prescrizione urgente, raramente il paziente viene informato dell'esistenza e dei vantaggi del nuovo modello con il conseguente trasferimento in una struttura ospedaliera in tal senso attrezzata o, viceversa, sulla maggiore validità clinica o urgenza dell’impianto tradizionale". E, conclude: "con la massima vicinanza verso le persone sofferenti, specie quelle socialmente più svantaggiate e indifese, mi sono permesso di diffondere qeste informazioni, scusandomi per eventuali imprecisioni".

 

Segui il Lametino
Le notizie di Lamezia e della Calabria, dove preferisci tu.