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Lamezia Terme - "Bene ha fatto, alcuni giorni fa, il Presidente della sezione lametina di Italia Nostra, Giuseppe Gigliotti, a mettere in evidenza lo stato di degrado e abbandono in cui versa lo storico Palazzo che fu sede del Governo dell’importante città di Nicastro. Sono svariati anni che l’ex Palazzo di Città versa in condizioni a dir poco pietose, nell’indifferenza di tutte le Amministrazioni comunali che si sono avvicendati nel corso degli anni" è quanto afferma in una nota il Presidente dell'associazione Lamezia Libera Francescantonio Mercuri.

"Soltanto nel settembre del 2024 era stato annunciato, dalla precedente Amministrazione comunale, che lo storico edificio sarebbe stato ristrutturato impegnando una somma di 1.500.000 euro circa (inizialmente previsti nel progetto Pon Metro, ma poi esclusi a favore dell’ex cinema di Sambiase). Purtroppo, dopo quell’annuncio qualche personaggio politico, in modo campanilistico, fece notare che non bisognava ristrutturare soltanto l’ex Palazzo di Città di Nicastro, ma bisognava ristrutturare anche quello dell'ex comune di Sambiase. Ebbene, su quello di Sambiase, compreso l’annesso ex convento dei Frati Minimi, fra non molto inizieranno i lavori impegnando, per la sua ristrutturazione, una spesa di oltre 4.000.000 di euro, mentre su quello di Nicastro la politica tace".

"Per chi disconosce la storia di Nicastro è bene fare presente che l’antico Palazzo comunale di corso Numistrano fu terminato nel lontano 1858, prima dell’unità d’Italia, e alcuni anni prima ospitò il Principe Umberto II di Savoia. A rischiare non sono solo i maestosi e magnifici dipinti di inestimabile valore del maestro Giorgio Pinna, situati nella sala consiliare, ma rischiano: l’antico orologio situato sulla facciata del Palazzo, i fregi, il blasone e altro. Tutte opere rovinate che rischiano il crollo. A completare l’opera di degrado, alcuni anni or sono, qualche “luminare” a perfino fatto trasferire gli antichi e storici scranni in legno (come se fossero di sua proprietà), risalenti agli anni 50, dalla sala consiliare nicastrese a quella del nuovo Palazzo comunale di Lamezia Terme. Eppure, l’art. 2 del DPR 2 settembre 1968 n.1134 (attuazione della legge 4 gennaio 1968 n.6 istitutiva del comune di Lamezia Terme in provincia di Catanzaro) determina la Sede Municipale nel capoluogo del soppresso comune di Nicastro. Inoltre, l’art. 3 dello stesso DPR prevede l’istituzione delle delegazioni municipali nei soppressi comuni di Sambiase e Sant’Eufemia Lamezia, promuovendo presso le competenti Autorità i provvedimenti occorrenti per la 2creazione in dette delegazioni di separati uffici di stato civile e di anagrafe".

Purtroppo, una certa politica locale scellerata ha stravolto arbitrariamente gli art, 2 e 3 del DPR 2 settembre 1968 n. 1134 (arbitrariamente perché è stato disatteso ciò che recita l’art. 5 dello stesso DPR: è fatto obbligo a chiunque spetti di osservare e fare osservare tale DPR). Infatti, il nuovo Palazzo comunale è sorto (arbitrariamente) nel territorio dell’ex comune di Sambiase, i civici consessi si tengono (arbitrariamente) da alcuni anni nella sala consiliare del nuovo Palazzo comunale, il capoluogo del soppresso comune di Nicastro, che sarebbe dovuto essere sede Municipale, è diventato sede di delegazione municipale assieme alla delegazione di Sant’Eufemia Lamezia e, infine, il soppresso comune di Sambiase, da delegazione che sarebbe dovuto essere, è diventato sede Municipale".

"Addirittura, alcuni anni fa la precedente Amministrazione comunale ha soppresso le delegazioni municipali di Nicastro e Sant’Eufemia Lamezia. Il plurisecolare edificio di indiscutibile valore storico e culturale, che si affaccia sullo storico corso Numistrano (il salotto di Lamezia Terme) quest’ultimo fiancheggiato da antichi palazzi e da antiche chiese fra cui la Cattedrale, deve essere ristrutturato al più presto possibile senza tentennamenti e nel caso in cui il finanziamento precedente non sia più disponibile, si faccia di tutto per reperire i fondi necessari nello stesso modo in cui sono stati reperiti i fondi per riqualificare e realizzare piazze ed edifici antichi in altra zona di Lamezia Terme. Inoltre, la sala consiliare nicastrese deve essere riportata ai vecchi splendori e in essa devono essere riportati gli antichi scranni per essere restituita alla cittadinanza, poiché significativa dell’identità nicastrese. La sala consiliare di Nicastro, una volta ristrutturata, deve ospitare i consigli comunali come è previsto dall’art. 2 del DPR 2 settembre 1968 n.1134. Il contesto storico della città di Nicastro di origine Bizantine-Normanne-Sveve impone, a chi di competenza, l’obbligo immediato di interventi di restauro per i quali è opportuna e inevitabile la collaborazione della Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio. 

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