
San Pietro a Maida - Come ogni anno il 2 novembre ricade la commemorazione dei defunti. La comunità di San Pietro a Maida, insieme al suo sacerdote Don Fabio Stanizzo, si è recata in processione partendo dalla Chiesa Madre per la celebrazione della santa messa presso il cimitero del paese. La cerimonia si è svolta alla presenza dei fedeli, di una delegazione dei vigili urbani che hanno recato una corona di fiori in omaggio ai defunti, del sindaco Pietro Putame e della banda del paese.
Nel sua omelia, Don Fabio Stanizzo, ha meditato sul senso cristiano della risurrezione: “Sicuramente in un giorno come questo il dolore e la sofferenza prendono il sopravvento ma proprio il nostro essere cristiani deve accendere in noi la speranza della risurrezione. Bisogna dire basta agli egoismi, basta pensare di potersi sottomettere all’altro, basta divisioni perche è tutto nelle mani di Dio e noi non possediamo nulla. Come ricordiamo nel mercoledì delle ceneri “Polvere siamo, e polvere ritorneremo”. Cerchiamo quindi oggi di liberare la nostra coscienza, di dire basta al rancore, alla violenza e alle divisioni nelle famiglie e nelle comunità. Riflettiamo quindi sull’importanza della nostra vita, su ciò che ci appartiene.
Il Signore, continua Don Fabio, partendo dal Vangelo di Matteo 25,31-46; che la liturgia propone per la seconda messa, terrà conto su quanto abbiamo amato i nostri fratelli, “quello che avete fatto ai più piccoli lo avete fatto a me”, e oggi i più piccoli chi sono? Sono quella categoria di persone che nella nostra vita discriminiamo , che non accogliamo, e ai quali non prestiamo attenzione. Siamo quindi chiamati ad avere attenzione nei confronti dell’altro. Perché il male del secolo è l’indifferenza. Ed è la cosa più brutta che possa accadere, quando io di fronte all’altro non mi faccio partecipe della sua sofferenza e neanche delle sue gioie. Non si creano più legami autentici ma solo delle occasioni e delle opportunità. Dobbiamo essere quella porzione del popolo di Dio, continua Don Fabio, che vuole ereditare la vita eterna. Ecco su cosa dobbiamo riflettere: qual è il nostro atteggiamento nei confronti dei piccoli, quei piccoli che il Signore ha sempre a cuore fin dalla creazione, i privilegiati di Dio quelli che ci precederanno e apriranno la strada del regno dei cieli. Ed ecco che anche noi per acquistarci un posto nel paradiso dobbiamo avere nel nostro cuore l’attenzione verso queste nuove forme di povertà. Chiediamo quindi, conclude Don Fabio, di avere un cuore più generoso, quel cuore attento verso le situazioni difficili che si vivono, attento verso i bisogni della persona, in modo che possa amare in modo più generoso con semplicità.
Affidiamo a Maria tutte le nostre intenzioni, le nostre preghiere, affinché il signore possa accompagnarci come una mamma fa con il proprio bambino nei suoi primi passi. Anche noi possiamo farci guidare dal Signore affinché possiamo vivere i passi della fede giorno dopo giorno in comunione in modo da pregustare, già da oggi, la gioia della Gerusalemme Celeste”. Al termine della celebrazione, Don Fabio si è recato in processione per la benedizione delle tombe dei fratelli defunti.
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