
Catanzaro - Il presidente della fondazione per la promozione degli studi universitari e post-universitari, la formazione, l'aggiornamento professionale e la cultura nella regione Calabria, Raffaele Mirigliani, interviene, in una nota, sulla ristrutturazione dell’ex ospedale militare di piazza Stocco. “Con gli altri componenti del Consiglio della Fondazione Calabria - si legge nella nota - abbiamo sin dall'inizio prestato attenzione alla questione relativa all ex ospedale militare di piazza Stocco o meglio dell’osservanza meritevole di adeguata considerazione e riflessione per l interesse pubblico connesso”.
Dalla Fondazione si chiedono se sia più giusto utilizzarla come zona urbana collettiva o come struttura giudiziaria. “Ormai appare prevalente il secondo orientamento - dichiara Mirigliani - basato soprattutto sulla fruibilità dei fondi per la ristrutturazione e, quindi, partendo da tale concreto postulato, appare ciononostante encomiabile che si curi delle interconnessioni con gli interessi collettivi tutelabili pur nell’ambito della concessione al Ministero della Giustizia per la sottesa finalità di allocare la Procura Distrettuale Antimafia. Al riguardo sono emerse le ipotesi specifiche sia nella visione comunale sia nei solleciti sociali. Non vi è dubbio che si profila per il compendio nel suo complesso una ristrutturazione non sic et simpliciter edilizia, ma una vere e propria ristrutturazione urbanistica che, con contemplazione anche delle aree non impegnate dalla struttura in essere, pone l esigenza di uno strumento di dettaglio nel quale, ferma la destinazione essenziale convenzionandola con il Ministero, possano e debbano trovare considerazione tutti i connessi temi strutturali ed infrastrutturali per l assetto del comprensorio.dare sede alla Procura distrettuale antimafia impone senza altro che debbano essere realizzate le strutture non solo per la funzionalità degli uffici e pertinenze anche quelle attinenti all’agibilità di accesso e uscita e alla sicurezza”.
“Per quanto possa considerarsi - conclude il presidente della Fondazione Calabria - soprattutto tale ultimo profilo in connessione con la specialità dell’insediamento non pare che si possa ipotizzare un compendio bunker, equiparabile ad una mega struttura penitenziaria isolata, mentre per lo stesso pregio della realizzando struttura, siccome inserita nel centro cittadino, come i tradizionali palazzi di giustizia, urbanisticamente si impone contestualmente prevedere le predette infrastrutture e relative realizzazioni di inserimento nel tessuto connettivo cittadino e, nel comparto territoriale, con fruibilità pubblica, per quanto ammissibile, non solo occasione, ma stabile. in particolare, vi è da considerare la possibile previsione dell’accesso da via Argento, anche per il collegamento della stessa ed i parcheggi sottostanti con l’area a nord delle città: tema sul quale non è mai troppo tardi che ci si ponga l’attenzione anche in relazione a pregresse iniziative rimaste incompiute o peggio disattese. Il presente intervento non come espressione di critica settaria, ma solo come doveroso interesse della cosiddetta società civile che intende collaborare con i poteri istituzionali”.
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