
Salerno - "Una proposta innovativa, concreta e destinata a far discutere il mondo della cardiologia e dell’emergenza sanitaria. È quella lanciata dal Dott. Giuseppe Colangelo, cardiologo dello sport, Consigliere Regionale della SIC Sport Campania, istruttore certificato di Primo Soccorso e Rianimazione Cardiopolmonare, nel corso del convegno dedicato alle più recenti novità in aritmologia ed elettrofisiologia organizzato dal Prof. Dott. Fabio Franculli, Responsabile dell’Unità Operativa di Elettrofisiologia dell’Azienda Ospedaliera Universitaria “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” di Salerno" è quanto si legge in una nota.
"Tra i relatori che hanno animato il confronto scientifico, l’intervento del cardiologo calabrese è stato senza dubbio uno dei più apprezzati e discussi, grazie alla presentazione di una visione nuova della cardioprotezione territoriale, capace di coniugare innovazione, pragmatismo e responsabilità sociale. Originario di Lamezia Terme e da anni impegnato professionalmente in Campania, il Dott. Colangelo rappresenta una delle figure più attive nella promozione della cultura della prevenzione cardiovascolare. La sua attività si sviluppa tra assistenza clinica, medicina dello sport, formazione sanitaria e diffusione delle manovre salvavita, con un impegno costante rivolto al mondo sanitario, sportivo e civile. Nel corso della relazione intitolata “Il Salvavita Dinamico”, Colangelo ha lanciato una provocazione destinata ad aprire una riflessione nazionale".
“Se ogni cardiologo che partecipa a congressi e incontri scientifici avesse sempre con sé un defibrillatore portatile, quale straordinaria rete di cardioprotezione potremmo creare?” Una domanda semplice solo in apparenza, dalla quale nasce un progetto che punta a modificare profondamente il modo di concepire la prevenzione della morte cardiaca improvvisa. Secondo il cardiologo, "ogni anno migliaia di specialisti si spostano in tutta Italia e all’estero per congressi, attività formative, eventi scientifici e impegni professionali. Una rete di competenze già esistente che potrebbe trasformarsi in una straordinaria infrastruttura mobile di soccorso semplicemente associando ad ogni professionista un defibrillatore portatile. Da questa intuizione nasce il concetto di “Salvavita Dinamico”, una proposta che introduce un vero e proprio cambio di paradigma: passare dalla cardioprotezione statica alla cardioprotezione dinamica".
"Per anni la prevenzione si è basata sull’installazione di defibrillatori nei luoghi pubblici, nelle scuole, negli impianti sportivi, nelle aziende e nei centri di aggregazione. Un modello fondamentale che ha consentito di salvare numerose vite e che continua a rappresentare una pietra miliare della cardioprotezione moderna. La proposta del Dott. Colangelo non intende sostituire questo sistema, ma integrarlo con una visione nuova. L’idea è semplice quanto innovativa: il defibrillatore non deve essere soltanto un dispositivo fisso collocato in un luogo preciso, ma deve diventare uno strumento dinamico, capace di accompagnare costantemente il professionista formato al suo utilizzo. In altre parole, il defibrillatore deve viaggiare insieme a chi può realmente utilizzarlo. Aerei, treni, aeroporti, stazioni, hotel, centri commerciali, eventi sportivi, congressi e luoghi di aggregazione potrebbero così beneficiare della presenza simultanea di competenze specialistiche e di un dispositivo salvavita immediatamente disponibile".
“Il defibrillatore non deve aspettare l’emergenza. Deve essere presente dove si muovono le persone. Deve accompagnare il medico nei suoi spostamenti quotidiani, diventando un vero compagno di viaggio della prevenzione. Quando il cuore si ferma, ogni minuto conta e ridurre i tempi di intervento significa aumentare concretamente le possibilità di sopravvivenza”, ha spiegato Colangelo.
"È proprio in questo passaggio che risiede l’originalità della proposta. Mentre la maggior parte dei programmi di cardioprotezione si concentra sull’aumento del numero dei dispositivi installati sul territorio, il “Salvavita Dinamico” propone di valorizzare una rete professionale già esistente, trasformando migliaia di cardiologi in altrettanti presìdi itineranti di sicurezza cardiovascolare. Una visione che non richiede la costruzione di nuove strutture organizzative complesse, ma che punta a utilizzare in maniera più efficiente competenze e tecnologie già disponibili. Per molti dei partecipanti al convegno, la proposta ha rappresentato uno degli spunti più innovativi emersi durante la giornata di studio, poiché introduce un modello capace di adattarsi alla mobilità della società contemporanea. La forza dell’idea risiede nella sua immediatezza: portare il defibrillatore vicino alla persona che ne potrebbe avere bisogno, attraverso la presenza di professionisti qualificati distribuiti naturalmente sul territorio e in continuo movimento".
"Il progetto - precisa - riflette pienamente il percorso professionale del Dott. Giuseppe Colangelo, da sempre orientato a coniugare eccellenza clinica, formazione e prevenzione. Un percorso che ha portato il cardiologo lametino a distinguersi per il suo costante impegno nella diffusione della cultura del soccorso e della cardioprotezione, diventando negli anni un punto di riferimento nel campo della medicina dello sport e della prevenzione cardiovascolare. L’iniziativa ha suscitato grande interesse tra i presenti, aprendo una riflessione concreta su nuove strategie per contrastare la morte cardiaca improvvisa, una delle principali cause di mortalità nei Paesi occidentali. Il messaggio lanciato da Salerno è chiaro: la prevenzione più efficace non è soltanto quella che dispone delle migliori tecnologie, ma quella che riesce a portarle rapidamente accanto alle persone nel momento del bisogno. Con il progetto “Salvavita Dinamico”, il Dott. Giuseppe Colangelo propone una nuova frontiera della cardioprotezione: una rete mobile di competenze e strumenti salvavita capace di seguire i flussi della vita moderna, abbattendo le distanze tra l’emergenza e il soccorso. Una visione nata dall’esperienza clinica, dalla cultura dell’emergenza e dalla volontà di trasformare un concetto tradizionale in una nuova opportunità di salvezza. Perché quando il cuore si ferma, la differenza tra la vita e la morte si misura in pochi minuti. E forse la più grande intuizione del “Salvavita Dinamico” è proprio questa: trasformare il defibrillatore da semplice presidio fisso a compagno di viaggio della vita, sempre pronto a intervenire quando una vita umana può ancora essere salvata".
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