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prestipino

Gioia Tauro, 15 giugno - Il procuratore aggiunto di Reggio Calabria, Michele Prestipino, è intervenuto sulle dinamiche e le criticità che interessano i beni confiscati alla 'ndrangheta in un  convegno promosso dalla Regione e dal Formez. Secondo il magistrato "occorre trovare un sistema flessibile e pragmatico della gestione del beni confiscati perché non possono essere gestiti tutti allo stesso modo. La confisca di un palazzo non eseguita è un fatto negativo. A Reggio Calabria, ma anche a Roma e a Parigi, ci sono centinaia di immobili confiscati che da tre anni non danno reddito allo Stato perché ancora non si possono utilizzare. Mi riferisco agli immobili conquistati al cosiddetto re del videopoker Campolo. Situazioni come questa vanificano lo stesso provvedimento di sequestro". "Ma criticità maggiore - ha aggiunto Prestipino - si registra nella gestione delle società mafiose confiscate, perché quando gli amministratori giudiziari prendono possesso delle società non trovano i bilanci e si vedono assaliti da creditori di ogni sorta che prima erano silenti. I creditori maggiori che pressano gli amministratori sono le banche". Prestipino ha poi fatto riferimento alla gestione di un supermercato confiscato ai Bellocco di Rosarno. "L'ultimo sabato prima del sequestro - ha detto - quel supermercato ha incassato in un solo giorno ben 40 mila euro, mentre il sabato successivo all'intervento del Tribunale ne ha incassato meno della metà. Ciò dimostra come un'impresa, privata del metodo mafioso, non sta sul mercato".

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