
Lamezia Terme, 13 dicembre – Si è svolta oggi, presso l’aula bunker del tribunale in via Paglia a Catanzaro, la prima udienza del processo “Medusa”. Presenti in aula quasi tutti gli imputati mentre i collaboratori di giustizia erano presenti in videoconferenza. In aula anche il presidente dell’Antiracket Lamezia Armando Caputo e Tano Grasso per l’Antiracket nazionale. Il Gup ha, infatti ammesso come parti civili sia il Comune di Lamezia, presente in tarda giornata anche il sindaco Speranza, che l’Antiracket ed il Fai. All’inizio dell’udienza il Pm Elio Romano ha presentato dei nuovi verbali d’interrogatorio che riguardano le confessioni del padrino Giuseppe Giampà, della moglie Teresa Meliadò, di Umberto Egidio Muraca e di Francesco Vasile. Gli avvocati degli altri imputati si sono opposti all’accettazione di questi nuovi verbali in quanto sarebbero successivi (l’ultimo è datato 4 dicembre, ndr) alla notifica di giudizio immediato datato 21 settembre 2012. Dal canto suo, il giudice Giovanna Mastroianni si è riservata di decidere se acquisire o meno la nuova documentazione con le testimonianze rese dai collaboratori di giustizia ed ha aggiornato la seduta al prossimo 19 dicembre. Da parte dell’accusa si viaggia in tempi ristretti onde evitare la decorrenza dei termini per gli imputati fissata al 20 gennaio prossimo. Alcuni difensori, come gli avvocati Domenico Villella, Canzoniere e La Russa hanno sollevato anche dell’eccezioni preliminari per quanto riguarda Paradiso, Nino Cerra e Domenico Chirico (classe 1977). Insieme a loro ha presentato eccezione preliminare anche l’avvocato Pagliuso che, oltre ad essere il legale di Giuseppe Giampà, è anche il legale del carabiniere Gidari. L’eccezione riguardava questi imputati in merito all’articolo n. 7, ossia quello del “metodo mafioso”. Il Gup Mastroianni, però, ha rigettato l’istanza presentata dagli avvocati. Tutto aggiornato, quindi, alla prossima udienza del 19 dicembre.
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