
Lamezia Terme – L’associazione lametina “Per Te”, nel ricordo di Adele Bruno “l’angelo che protegge le donne della nostra città, e che resterà sempre nel cuore portando avanti le battaglie iniziate in sua memoria” una riflessione sugli ultimi casi”. Come, ricordano dall’associazione “quello della donna che aveva denunciato prima di essere uccisa, così come quello di tante Donne, ci ricordano una cosa fondamentale: una denuncia deve essere ascoltata, valutata e accompagnata da una corretta valutazione del rischio. Applicare una misura alternativa alla detenzione non significa automaticamente applicare il Codice Rosso. Il punto è capire se quella misura sia adeguata al livello di pericolosità e se la situazione della vittima sia stata realmente tutelata. Sottovalutare il rischio non è una semplice valutazione sbagliata: quando sono presenti segnali concreti di pericolo, può significare lasciare una donna esposta fino a condannarla a morte. La prevenzione non è una parola, né un'etichetta giuridica. È cultura, formazione, capacità di riconoscere il rischio e responsabilità nelle decisioni. Ancora oggi, nonostante le donne uccise c’è chi fa propaganda politiche con la vita delle donne che grida “patriarcato mediterraneo” e il “Femminicidio non esiste". Trasformando il potere e il controllo maschile in “protezione”, facendoli apparire come qualcosa di positivo anziché riconoscerne il potenziale violento. Propaganda politica a discapito delle donne uccise per mano degli uomini "protettivi". La protezione non può significare possesso, la forza non può diventare controllo e l'amore non può essere una forma di dominio. Perché la contraddizione non fa prevenzione. E quando la prevenzione fallisce, a pagare troppo spesso è una donna. Abbiate il coraggio di prendervi tutti le vostre responsabilità delle azioni sbagliate. Non Lasciateci Soli”.
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