
Lamezia Terme - "Il trattamento sanitario è stato effettuato secondo le regole". L'Asp interviene sul caso del neonato nato a Lamezia e trasferito prima nell'Hub di riferimento e poi dal "Pugliese Ciaccio" di Catanzaro all’Ospedale “Bambino Gesù” di Roma, in riferimento al quale il Tribunale dei Diritti del Malato-Cittadinanzattiva aveva espresso dubbi sull’operato dei sanitari dell’Unità Operativa Complessa Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale “Giovanni Paolo II” di Lamezia Terme: "Le competenze e le valutazioni mediche spettano soltanto al personale qualificato e preparato con conoscenze scientifiche, quali sono i medici e collaboratori sanitari presenti nelle strutture ospedaliere che non solo hanno la preparazione e specializzazione specifica ma soprattutto conoscono il quadro clinico del paziente che hanno in quel momento davanti e possono valutare ed agire con cognizione di causa e professionalità".
“Vogliamo rassicurare i cittadini – afferma il dott. Salvatore Iannelli, Direttore f.f. del reparto Ostetricia e Ginecologia - che se pur operando in condizioni di carenza d’organico e difficoltà strutturali, non ci sottraiamo al nostro dovere e garantiamo senza sosta l’assistenza ai nostri pazienti 24 su 24, l’operato dei sanitari e le scelte terapeutiche effettuate vengo ponderate con professionalità e coscienza.”
“Inoltre voglio precisare – continua il dott. Iannelli - insieme ai miei collaboratori che nel caso specifico sono state messe in atto tutte le procedure e i comportamenti previsti dalle Linee Guida, e che tutte le pazienti che afferiscono all’Unità Operativa vengono prese in carico e attenzione in modo adeguato e preciso, sia nelle fasi di accesso al reparto che durante la degenza e la permanenza in reparto, senza distinzione alcuna.”
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