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Roma - I Comitati Pari Opportunità degli Ordini Forensi allo scorso Congresso Nazionale Forense – sessione ulteriore – (Roma 23 e 24 luglio 2021) si sono resi promotori di una mozione atta a stabilire che tra gli scopi dell’azione politica di OCF (Organismo Congressuale Forense) venisse inserita la tutela delle Pari Opportunità e del principio di eguaglianza sostanziale prevedendo un dialogo con i CPO in ordine ai deliberati da assumere. La mozione è stata posta all’attenzione dell’Ufficio di Presidenza e della Commissione di verifica con ben 267 firme di delegati e Presidenti degli Ordini Forensi di tutta Italia (il numero minimo era di 50). Al congresso anche avvocati del cpo di Lamezia Terme. 

“Per via delle regole congressuali - informano - della sessione straordinaria la mozione è stata convertita in raccomandazione con l’impegno dunque dell’inserimento del principio di Pari Opportunità nello statuto dell’OCF con ogni consequenziale politica attiva ed effettiva di tutela e rispetto del generale principio di parità e uguaglianza sostanziale non solo in relazione al genere, che rimane purtroppo la forma di discriminazione più radicata, ma anche all’età, alla disabilità, all’orientamento sessuale, all’appartenenza religiosa, alla razza e all’etnia. Un notevole passo avanti, dunque, dei CPO nella politica forense”.

Il Presidente del CPO di Lamezia Terme e della Rete dei CPO della Calabria, avvocato Angela Davoli ritiene che “sia stata posta una pietra miliare nel percorso culturale e politico di un cammino verso una società più equa e che la maggiore centralità del tema nelle politiche forensi possa far sì di esplicare al meglio il ruolo sociale dell’avvocato”. Il CPO di Lamezia Terme continuerà nel proprio impegno unitamente ai CPO della Rete Calabria e di tutta Italia nella consapevolezza che “fare rete e fare squadra sia l’arma vincente per la concretezza dei risultati”.

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