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Lamezia Terme – I pendolari della tratta “Lamezia Terme – Germaneto”, utenti abituali dei servizi di trasporto pubblico locale, esprimono “profondo sconcerto e ferma protesta per il drastico aumento delle tariffe previsto per il prossimo 1° maggio 2026”. Il collegamento, vitale per centinaia di lavoratori e studenti che quotidianamente raggiungono il polo direzionale e universitario di Germaneto, subirà un adeguamento tariffario definito dagli utenti "sproporzionato e privo di logica di sostenibilità economica".

I Numeri del Rincaro

Si tratta, evidenziano in una lettera aperta i pendolari di “un balzo del 56%. Secondo quanto comunicato ufficialmente dalla società Bilotta Autolinee, il costo dell’abbonamento mensile subirà le seguenti variazioni:

  • Tariffa attuale: € 68,00 (linea scolastica)
  • Nuova tariffa (dal 01/05/2026): € 106,10
  • Variazione percentuale: +56,03% circa”.

"È inaccettabile che per una tratta di circa 30 km si applichi un rincaro di tale portata", dichiarano i rappresentanti dei pendolari. "Un aumento di quasi 40 euro mensili trasforma il diritto alla mobilità in un lusso insostenibile, gravando pesantemente sui bilanci familiari".

La protesta non si limita al dato numerico, ma solleva punti critici sulla gestione del servizio:

Mancanza di Proporzionalità: L'aumento supera di gran lunga il tasso di inflazione. Si segnalano inoltre anomalie sui costi dei brevi percorsi (es. Sambiase-Germaneto o Nicastro-Germaneto), dove l'incremento appare del tutto slegato dal chilometraggio. Qualità del Servizio: A fronte di tariffe più alte, non si riscontrano investimenti nel rinnovo del parco mezzi, né un potenziamento delle corse negli orari di punta, spesso caratterizzati da sovraffollamento. Disincentivo Green: Mentre le istituzioni promuovono la mobilità sostenibile, questi costi spingono gli utenti verso il mezzo privato, aumentando traffico e inquinamento sulla direttrice Lamezia-Catanzaro.

Assenza di Tutele: Non sono state previste misure di mitigazione per lavoratori a basso reddito o famiglie numerose.

Continuità ad Agosto: Viene richiesta espressamente la garanzia delle corse per l'intero mese di agosto, per assicurare il diritto al lavoro anche durante il periodo estivo.

Le Richieste alla Regione e alla Società: “Il collettivo dei pendolari richiede ufficialmente alla Regione Calabria e alla Società Bilotta Autolinee: la sospensione immediata dell'entrata in vigore delle nuove tariffe; una revisione delle percentuali di aumento, che tenga conto della crisi energetica ma resti entro limiti ragionevoli; l'apertura di un tavolo di confronto con le rappresentanze degli utenti”. Il rischio concreto è che “i pendolari abbandonino il servizio su gomma in favore del sistema ferroviario, creando un danno economico alla stessa società", concludono i firmatari. In assenza di un riscontro sollecito, i pendolari si dichiarano: “pronti a promuovere ulteriori azioni di protesta, tra cui una raccolta firme collettiva e il coinvolgimento formale delle associazioni dei consumatori e delle sigle sindacali”.

Rincari del trasporto pubblico locale in Calabria: aumenti fino al 30%. La FIT CISL chiede una moratoria

“Con la delibera della Giunta regionale n. 347 del 18 luglio 2025, la Regione Calabria ha approvato il nuovo piano tariffario per il trasporto pubblico locale (Tpl), introducendo aumenti con l’obiettivo di compensare il rialzo dei costi sostenuti dalle aziende del settore, in particolare per carburanti, materie prime e personale. Il provvedimento fissa un tetto massimo agli incrementi: fino al 20% per i servizi urbani e fino al 30% per quelli extraurbani. Le aziende di trasporto potranno applicare gli aumenti in maniera graduale nel tempo: alcune hanno già adeguato le tariffe, mentre altre lo faranno a partire dal prossimo 1° maggio. La decisione, secondo quanto indicato nella delibera, è motivata dalla necessità di garantire l’equilibrio economico-finanziario delle aziende, mantenere gli standard qualitativi del servizio ed evitare la perdita di finanziamenti statali, legati al livello di copertura dei costi attraverso i ricavi da bigliettazione. Tuttavia, la misura solleva forti perplessità. Nel contesto attuale, segnato dalla crisi energetica e dalle tensioni geopolitiche internazionali, l’aumento delle tariffe rischia di avere un impatto significativo sui bilanci delle famiglie. Il trasporto pubblico, anziché rappresentare un fattore di contenimento della spesa quotidiana — in particolare per studenti e lavoratori — finisce per contribuire all’aumento del costo della vita, già appesantito dai rincari diffusi su beni e servizi. A ciò si aggiunge il confronto con altre regioni italiane, dove gli adeguamenti tariffari risultano più contenuti, oscillando tra lo 0,6% e il 10%, ben al di sotto delle soglie previste in Calabria. Alla luce di questi elementi, e in assenza di un adeguamento dei salari, la FIT CISL Calabria chiede l’introduzione di una moratoria sugli aumenti, almeno fino all’individuazione di soluzioni più sostenibili per gli utenti. Il sindacato ribadisce inoltre la necessità di aprire con urgenza un tavolo di confronto con le federazioni di categoria, anche in vista del nuovo piano regionale dei trasporti, che — come già denunciato dal segretario generale Sergio Colosimo — sarebbe stato predisposto senza un adeguato coinvolgimento delle parti sociali”.

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