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mario-Pileggi_geologoOK.jpgLamezia Terme - Pubblichiamo la nota del geologo Mario Pileggi del Consiglio Nazionale "Amici della Terra" sulla necessaria prevenzione e informazione dei cittadini anche alla luce delle esercitazioni, organizzate dall’Unesco, per la difesa e riduzione dal rischio tsunami”.

“Ignorate o sottovalutate dai principali mezzi d’informazione nazionali le esercitazioni in corso di Protezione civile “NEAMWave17” organizzate dall’UNESCO per la difesa e riduzione dal rischio tsunami. Una sottovalutazione che non favorisce la necessaria crescita della cultura della Prevenzione dal rischio sismico e tsunami nel BelPaese circondato da 7.600 chilometri di costa e colpito da ben 72 maremoti negli ultimi due mila anni.

Le rilevanti ed estese attività di esercitazione organizzate dalla Commissione Oceanografica intergovernativa dell’UNESCO si sviluppano su quattro scenari previsti dal 31 ottobre al 3 novembre.

In particolare, per testare il livello di allerta istituzionale di Regioni, Prefetture e comuni del BelPaese, nella giornata del 2 novembre, sarà simulato nel Mediterraneo centrale uno tsunami innescato da un terremoto di magnitudo 8,5 terremoto a sud dell'isola di Zante in Grecia.

Il Sistema italiano di Allerta Maremoto costituito dall’INGV, dall’ISPRA e dal Dipartimento di Protezione Civile, nella stessa giornata, sarà attivato da un messaggio del livello “Watch” che si attiva quando onde di maremoto di altezza superiore ad un metro possono investire le coste italiane

L’avviso tsunami sarà diramato dall’INGV con un messaggio “Watch” alla Protezione Civile nazionale per le zone Joniche di Sicilia, Calabria, Basilicata e Puglia. E successivamente verrà testata la piattaforma informatica per l’invio rapido della messaggistica di allerta attraverso tre canali, email, sms ed IVR (Vocale) alla Sala Operativa della Protezione Civile Regionale e ai Comuni, che procederanno secondo quanto stabilito nella fase di addestramento preliminare già svolta. Com’è noto le coste del Mediterraneo sono a rischio tsunami per l’elevata sismicità e la presenza di numerosi vulcani attivi sia emersi che sommersi. E, nel catalogo unificato dei maremoti dei paesi europei, redatto utilizzando 900 fonti documentarie, tra cui documenti storici, libri, relazioni scientifiche, giornali, sono descritti 290 tsunami generati nei mari europei e mediterranei dal 6150 a.C. fino ai giorni nostri.

ll più antico maremoto italiano documentato, grazie alle descrizioni di Plinio il Giovane, è associato alla famosa eruzione del Vesuvio del 79 d.C. che distrusse Pompei ed Ercolano.

Tsunami_mediterraneo.jpg

In Calabria, a causa dei numerosi terremoti del 1783-1784 le coste calabresi tirreniche furono interessate da 9 eventi di tsunami.  Sempre a causa dei vari e forti terremoti del 1783 sulla costa tirrenica di Scilla si staccò una grossa frana che spinse gli abitanti a rifugiarsi sulla spiaggia. Gli stessi abitanti, che dopo il terremoto si erano rifugiati sulla spiaggia, furono investiti dall’onda tsunami che produsse circa 1500 vittime. Sempre sugli effetti delle onde di tsunami sulle coste di Scilla va ricordato il sito col masso ricoperto di coralli, delle dimensioni di 20 metri cubi e del peso di 5 tonnellate che è stato spinto 2 metri sopra l’attuale livello del mare. Lo stesso sito, oggetto d’interesse e visite guidate di studiosi di vari centri di ricerca italiani e stranieri è poco noto in Calabria e ai calabresi. Va ricordato che durante il maremoto più disastroso degli ultimi mille anni, provocato dal terremoto nello Stretto di Messina del 28 dicembre 1908, le onde raggiunsero un’altezza di oltre 13 metri e fecero circa 10 mila vittime delle 80 mila che fecero terremoto e maremoto insieme.

È da ribadire, che è vero che non è possibile prevedere quando e come si manifesterà il prossimo ed inevitabile evento sismico e Tsunami. Ma è altrettanto vero che si può e si deve arrivare preparati per affrontarli come si è fatto e come si fa negli Stati Uniti e in Giappone dove l’attività sismica e il rischio tsunami è maggiore.  Per ridurre al minimo gli effetti e i danni da inevitabili eventi sismici e tsunami, c’è l’evidente necessità di concreti interventi e attività di prevenzione ad ogni livello di responsabilità. E, di una più attenta e continua informazione sulla realtà dei rischi naturali per sviluppare e diffondere anche nel BelPaese la cultura della Prevenzione”. 

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