
Lamezia Terme - “Qui ho imparato che sono schifosi, sono dei vermi. Si credono potenti e invece hanno solo la potenza del prepotente”. Don Giacomo Panizza non si lascia ancora una volta intimidire e nonostante quanto sia accaduto negli ultimi giorni ai danni delle sue cooperative, ribadisce il suo pensiero contro la criminalità organizzata anche davanti le telecamere di Presa diretta.
Nella puntata andata in onda ieri 25 settembre, condotta come sempre da Riccardo Iacona, si è parlato dell’inchiesta Mammasantissima e quindi di 'ndrangheta, ma anche, quasi a fine programma, e davanti agli occhi del procuratore Gratteri ospite in trasmissione, di una Calabria che resiste e di cui andare orgogliosi, quella resa migliore dall’operato di don Giacomo Panizza e dei volontari che da anni lo accompagnano in questo difficoltoso percorso che è la “Progetto Sud”.

Il prete bresciano arrivato a Lamezia nel lontano 1976 ha portato molti cambiamenti in città, fondando più di una decina di cooperative che si occupano di percorsi riabilitativi, minori, migranti, anziani. Una comunità nel mirino, ieri come oggi. Di recente i danni alla cooperativa "Le Agricole" e solo domenica scorsa anche furti e raid vandalici al gabbiotto del parcheggio dell’ospedale gestito dalla "Ciarapanì", che fa sempre capo alla cooperativa Progetto Sud di don Giacomo. Significativi i danni, tanta la volontà però di reagire.
Don Giacomo ripercorre quanto in città ormai sanno in molti, mostrando i “segni” delle intimidazioni subite nelle varie strutture. “Qui c’è stata una bomba – fa vedere all’inviato – qui pallottole, poi hanno sparato anche in casa mia e hanno minacciato di uccidermi. Ero arrivato in Calabria da poco, due settimane e già erano venuti a chiedermi il pizzo, mi chiedevo come fosse possibile, non vedevano che qui ci lavoravano persone in carrozzina? Si credono potenti ma è solo prepotenza – aggiunge ancora – ci siamo scontrati da subito, è così che dobbiamo fare, agire normalmente, facendo il nostro senza violenza, i cittadini devono fare i cittadini, se c’è da denunciare occorre farlo. Sconfiggere la mafia è dura ma non si sconfigge se non si parte”.



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