
Catanzaro – È stato presentato al Comando provinciale dei Carabinieri di Catanzaro il Calendario Storico dell’Arma 2018. Presentazione che è avvenuta in contemporanea a livello nazionale, così come avviene ogni anno a partire dal 1928, anno della sua prima pubblicazione. Il Colonnello Marco Pecci, comandante Provinciale dei Carabinieri di Catanzaro, ha spiegato nel dettaglio la natura del nuovo calendario le sue parti: dodici artisti per dodici mesi, ciascuno proveniente da una delle aree del mondo dove l’Arma dei Carabinieri è intervenuta o dove ha avviato collaborazioni con le forze locali. Dodici autori che rappresentano un approccio all’arte caratterizzato da un forte impegno etico e civile, evidente nelle tematiche e nei soggetti rappresentati nelle loro opere. Libertà, giustizia, diritti, equità, sono alcuni dei valori che guidano gli artisti a esprimere e a raffigurare - a volte anche con toni drammatici - situazioni e condizioni critiche nei propri rispettivi paesi. Le opere parlano delle grandi emergenze del mondo globale come le migrazioni, le diaspore, gli estremismi e le identità religiose, etniche, culturali, le crisi ecologiche e ambientali, il diritto all’informazione e la libertà di stampa, i diritti civili e democratici, la protezione e sicurezza sociale e personale.
Tutte le opere selezionate manifestano un intendere l’arte come riflessione intorno alle grandi questioni umanitarie della nostra epoca evocando i valori etici e sociali che guidano l’Arma nei diversi settori dove è quotidianamente impegnata e restituendone la dimensione internazionale realizzata attraverso azioni dirette in paesi stranieri o in progetti di cooperazione e di formazione.
Il Colonnello Pecci, ha infatti specificato che il Calendario Storico dell’Arma 2018 "segue un percorso virtuale nell'arte e le direttrici che vengono proposte quest'anno sono quelle delle missioni internazionali dell'Arma dei Carabinieri, i compiti istituzionali dell'Arma affiancate da immagini di forte contenuto emotivo e prospettico e anche dai forti contenuti in termini di valori di promettenti artisti intenzionali nei vari continenti del mondo. E' un percorso che viene illustrato su 12 tavole - una per ogni mese dell'anno - e affianca il contenuto artistico a quello istituzionale dell'Arma dei carabinieri".

Nello specifico le tavole sono così rappresentate:
Gennaio, la fusione con la natura del congolese Steve Bandoma, espressione del Centro e Sud Africa, evoca l’impegno per l’ambiente; nella pagina di sinistra, i Carabinieri del ruolo forestale, che hanno implementato responsabilità e impegno dell’Arma a difesa dell’habitat umano. Nel mese di Febbraio, dedicato all’Europa dell’Est, il volto severo dipinto dal rumeno Adrian Ghenie interpreta il tema della sicurezza personale e sociale; di fianco, tre operatori del GIS, le forze speciali dell’Arma, pronti a effettuare un intervento risolutivo. In Marzo, per i Balcani, l’albanese Adrian Paci esalta, dipingendo l’affannosa corsa di un ragazzo verso la libertà, il tema della tutela delle categorie deboli; si accompagna, a sinistra, la plastica immagine di un Carabiniere che offre premurosa attenzione ad alcune persone in stato di bisogno. Ad Aprile, per il Nord America, lo statunitense Mark Bradford, scelto a rappresentare gli USA all’ultima Biennale di Venezia, esprime con un’esplosione di colori e forme la sua visione dell’integrazione multiculturale; a lato, Nespolo rappresenta un Corazziere e due altri Carabinieri di origine.
straniera, esempi di concreta integrazione. Per Maggio, dedicato al Centro e al Sud America, una fantasiosa architettura indigena del messicano Curiot esalta il valore della tradizione; a sinistra, l’immagine di una processione religiosa, con i classici due Carabinieri in Grande Uniforme Speciale ai lati di una statua della Vergine Maria. In Giugno, per la Mesopotamia, i colorati microfoni della conferenza stampa immaginata dall’iracheno Adel Abidin plaudono alla libertà di espressione; di fianco, Carabinieri colti nell’atto di informare la pubblica opinione attraverso i media. Segue il paginone centrale, nel quale Silvia Di Paolo, nostra valente e fedele art director, ha raccolto le Bandiere delle Organizzazioni Internazionali e degli Stati con i quali i Carabinieri collaborano quale espressione dello Stato italiano, rappresentato dal Tricolore, sul quale sottile, ma netta e chiara, si staglia la nostra Fiamma. Nella tavola di Luglio, dedicata al Nord Africa, un gruppo di persone dipinte dal marocchino Nabil El Makhloufi, evoca la libertà di riunione; a sinistra, alcuni Carabinieri, sereni ma attenti, vigilano sull’ordinato svolgimento di una pubblica manifestazione.

In Agosto, per l’Africa Centrorientale, la multiforme composizione del kenyota Paul Onditi richiama la cooperazione internazionale; la tavola di Nespolo abbina la stretta di mano tra un Carabiniere in missione e un commilitone straniero. A Settembre, per l’Oriente, la sovrapposizione di scritti antichi dell’artista afghano Mohsem Taasha Wahidi valorizza la tutela del patrimonio culturale; di fianco, alcune delle innumerevoli opere d’arte recuperate dal nostro Comando Tutela Patrimonio Culturale con in primo piano un Carabiniere dei Caschi blu della cultura. Ottobre, per il Medio Oriente, dà spazio all’israeliano Gideon Rubin che richiama l’importanza della tutela dei minori raffigurando un bambino in posa; a sinistra, un Carabiniere che fraternizza con un bimbo. In Novembre, dedicato all’Estremo Oriente, lo scorcio urbano della pittrice indiana Reena Saini Kallat sottolinea la necessità dell’ordinata convivenza civile; di fianco, un Carabiniere all’ingresso di una Stazione, capillare presidio di legalità e di prossimità italiano da oltre duecento anni.Nel mese di Dicembre, per l’Africa Sahel, le sagome colorate del maliano Abdoulaye Konaté evocano il tema dell’identità culturale; di lato, a identificare la presenza continua e il pronto intervento dell’Arma, i Carabinieri di un reparto Radiomobile.
A.B.
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