
Milano - Cosenza entra nelle città italiane “più verdi”. La città bruzia, infatti, si posiziona 13esima nel 24° rapporto Ecosistema urbano di Legambiente e Ambiente Italia. Mantova è l’assoluta regina dell’ambiente, seguita da Trento e Bolzano, poi Parma, Pordenone, Belluno, Macerata, Verbania, Treviso, Oristano, Cremona Udine e, quindi, Cosenza. Bisogna scorrere di molte posizioni la classifica, pubblicata su il Sole 24 Ore, per trovare le altre città calabresi tra le 104 in classifica: 59esima Catanzaro; 63esima Reggio Calabria; 87esima Crotone; 91esima Vibo Valentia. Fanalino di coda in Italia è Enna. Sale nella classifica Milano che ha migliorato la sua prestazione ed è arrivata alla 31esima posizione. Maglia nera per lo smog Torino.
L’indagine si basa su 16 parametri divisi nelle macroaree Aria, Acqua, Rifiuti, Energie rinnovabili, Mobilità e Ambiente urbano. Il confronto avviene sulla base degli indicatori rimasti immutati, mentre è più difficile comparare i punteggi, influenzati non solo dai parametri nuovi, ma dalla introduzione di una serie di bonus: è questa la vera novità dell’edizione di quest’anno, in cui è stato assegnato un carico addizionale alle realtà che si sono messe in luce, anche grazie a politiche innovative, nel recupero e nella gestione delle acque, nella gestione dei rifiuti, nell’efficienza della gestione del trasporto pubblico e in quella che viene definita la mobilità nuova, legata all’alto tasso di spostamenti in bicicletta e alla riduzione degli spostamenti in auto. Quest’anno è stato inserito per la prima volta un indicatore relativo alla presenza di alberi in area urbana: dato che tutti i comuni sopra i 15mila abitanti sarebbero tenuti a contabilizzare, come previsto dalla legge 10/2013. Anche in questo caso è la città di Cosenza ad aggiudicarsi il bollino verde per il Sud, con il punteggio di 24,42 per (numero di alberi ogni 100 abitanti).
Soddisfazione è stata espressa dal Sindaco Occhiuto che affida a Facebook il suo apprezzamento: “Cosenza, prima città classificata del Sud Italia per qualità della vita! Cosenza al 13' posto, nella parte più alta della graduatoria contenente tutti i capoluoghi italiani; quella con il verde più intenso della sostenibilità. È un grande orgoglio e un'immensa soddisfazione per me essere oggi a Milano invitato tra i sindaci delle 'città del cambiamento' alla presentazione del XXIV Rapporto Ecosistema Urbano pubblicato sul Sole 24 Ore, che attesta che la città di Cosenza in base ai parametri di Legambiente e Ambiente Italia, dopo il lavoro portato avanti in questi anni, è tra le prime città italiane per qualità della vita. Le città calabresi in passato erano sempre nell'ultima parte della graduatoria, e questo vuol dire che, con il lavoro e la competenza, ogni cosa può cambiare per il meglio. Anche in Calabria. Non esistono città perfette e sempre belle e attrattive, ma esistono città che migliorano e città che peggiorano. E il nostro cammino di cambiamento non c'è dubbio che sia proiettato verso una città migliore, più vivibile, più ricca di opportunità, più solidale, più bella”.
"C’è un’Italia delle città che ha già cambiato passo. - commentano da Legambiente Calabria, il cui presidente Francesco Falcone era presente a Milano - Che gestisce il ciclo dei rifiuti come e meglio di tante altre realtà europee, che ha cambiato stili di mobilità, trovato la formula giusta per depurare gli scarichi, contenere i consumi idrici e lo sperpero d’acqua potabile, che investe sulle rinnovabili, che ha significative esperienze di rigenerazione e rifunzionalizzazione degli spazi pubblici. L’esempio arriva in primis da Mantova (1°), Trento (2°), Bolzano (3°), Parma (4°), Pordenone (5°) e Belluno (6°), che guidano quest’anno la classifica di Ecosistema Urbano 2017 dimostrando di essere città dinamiche e di credere fortemente nel cambiamento. Tutte e sei, ad esempio, sono nel gruppo dei centri urbani che hanno raggiunto e superato gli obiettivi di raccolta differenziata dal decreto Ronchi del 1997 (obiettivi saliti al 65%), Mantova per dire sfiora l’80% di RD e inoltre, insieme a Trento figura ai primissimi posti anche per quello che riguarda la depurazione dei reflui e il contenimento delle perdite di acqua potabile dalla rete idrica (c’è un tasso di dispersione vicino al 20%); mentre Pordenone è sotto il valore fisiologico del 15%. Di nuovo Pordenone (29 alberi ogni 100 abitanti) e Mantova (32 alberi ogni 100 abitanti) sono nella top ten delle città più alberate. Bolzano, insieme a Mantova, è tra i centri urbani con la più estesa dotazione infrastrutturale per la ciclabilità. A Belluno e Bolzano tira una buona aria, in particolare la città dell’Alto Adige in dieci anni ha ridimensionato del 40% il peso delle polvere sottili".
"Questa smartness, - proseguono - ossia questa capacità di alcuni capoluoghi di proiettarsi verso un nuovo modello urbano - più sano, più vivibile, più accessibile, più efficiente, più moderno. Un cambiamento che non riguarda solo le medie e piccole città del Nord, ma che coinvolge anche i grandi centri urbani - come Milano che nel corso degli anni s’è lasciata alle spalle il fondo della classifica arrivando quest’anno alla 31esima posizione grazie a scelte coraggiose e innovative come l’Area C, il car sharing e potenziando il trasporto pubblico o Bologna che si è conquistata un posto al sole, con una potenza di fotovoltaico sui tetti di scuole e uffici pubblici che in numeri assoluti non ha pari in Italia - e il Sud Italia. Ad esempio Oristano (10°), in Sardegna, che figura nella top ten dei capoluoghi, ricicla più spazzatura (oltre il 70%) di tanti Comuni settentrionali ed è protagonista di un buon incremento del fotovoltaico pubblico. Tra gli altri centri urbani virtuosi c’è Cosenza (13°) tra 2011 e 2016 è balzata dal 21% al 53% di raccolta differenziata. E Pesaro (24°), centro Italia, non è tra le primissime, ma è tra quelle dove si notano più passi avanti, in modo particolare nel campo della mobilità nuova con il progetto della Bicipolitana".
Ecosistema Urbano 2017 è stato presentato oggi a Milano in un incontro che ha visto la partecipazione, tra gli altri, della presidente nazionale di Legambiente Rossella Muroni e del ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti, oltreché di numerosi sindaci e amministratori locali delle città capoluogo. L’incontro è stato anche l’occasione per presentare alcune nuove infrastrutture urbane già realizzate o da realizzare come la tramvia di Palermo, la linea T1 della tranvia di Firenze, la stazione Toledo della metro di Napoli, quella di San Giovanni della metro C, il GRAB+ di Roma o la M4 di Milano.
“Quella urbana - dichiara la presidente di Legambiente Rossella Muroni - è una grande questione nazionale. Nelle città si gioca una partita importante, è qui che passa la sfida dell’innovazione e della sostenibilità ambientale, della coesione sociale e dell’integrazione, della rigenerazione urbana e una parte della lotta ai cambiamenti climatici. Per questo è fondamentale che a livello nazionale venga definito un piano per le città metropolitane che garantisca investimenti economici e politiche coerenti per sostenere i comuni virtuosi ma, anche e soprattutto, per colmare vuoti di competenze e di volontà politica che stanno condannando, ad esempio, il nostro Paese a soffocare nello smog. Milano, in occasione del network C40, è l’unica città italiana insieme ad altre 11 metropoli ad aver preso impegni concreti per città più verdi e sane, con "zone a zero emissioni, e libere dalle energie fossili entro il 2030. Ma è importante che anche le altre città italiane si mobilitino e che vengano replicate su tutto il territorio nazionale quelle esperienze virtuose, ben sintetizzate in Ecosistema Urbano 2017, capaci di coinvolgere i cittadini con scelte coraggiose, idee civili e civiche di sviluppo ed evoluzione urbana come è avvenuto per l’Area C di Milano e la Bicipolitana di Pesaro e come potrebbe accadere se venissero realizzate tante opere pubbliche di qualità e utili come il GRAB, il Grande Raccordo Anulare delle Bici di Roma, progetto partecipato ideato e disegnato da Legambiente e tante altre realtà associative”.
“Si potrebbe esser tentati di estrarre una immodificabile formula matematica dai dati di Ecosistema Urbano – commenta Alberto Fiorillo, responsabile aree urbane di Legambiente e curatore insieme a Mirko Laurenti del report – Affermare che la qualità ambientale è cosa che appartiene in via esclusiva alle piccole e medie città del Nord sarebbe però parziale e iniquo rispetto ad alcune realtà che si danno da fare, lavorano e si trasformano anche in altre aree del Paese come Oristano, Pesaro, Cosenza o la stessa Milano che di sicuro non è una cittadina di provincia. L’Italia del buon ecosistema urbano, allora, è principalmente l’Italia che fa, che fa bene e spende bene le sue risorse, che si evolve e pianifica le trasformazioni future, che non s’accontenta dello scenario contemporaneo, che in uno o più ambiti produce ottime performance o raggiunge l’eccellenza. Il rammarico è legato al fatto che questa eccellenza non riguarda in nessun capoluogo tutti gli aspetti della qualità ambientale e dei servizi al cittadino”.
© RIPRODUZIONE RISERVATA