
Conflenti - “Programmazione, finanziamenti e sviluppo locale”. Nel pomeriggio dell’ultima domenica di ottobre, cittadini, amministratori, imprenditori, studiosi e personalità del mondo accademico si sono ritrovati nella sala consiliare del comune di Conflenti per gettare le basi di quello che sarà un ‘Laboratorio di idee’. “Questo progetto - spiega il sindaco e ideatore dell’iniziativa Serafino Pietro Paola - nasce da un’analisi della realtà calabrese e, in particolare, del territorio di Conflenti, incentrata sulla necessità di intercettate i bisogni e le problematiche del territorio e soprattutto di trovare risposte adeguate, valorizzando competenze e risorse locali. Per fare ciò appare utile costituire un gruppo di lavoro, di studio e di ricerca, che grazie al supporto di un ‘comitato scientifico’ che si avvale di eminenti personalità del mondo accademico possa offrire risposte concrete per rilanciare l’economia del territorio”. Al tavolo dei lavori, Franco Rubino, docente del Dipartimento di Scienze Aziendali e Giuridiche dell’Unical; Pierluigi Grandinetti docente del Dipartimento di Architettura Costruzione e Conservazione dell’Università Iuav di Venezia, il professore Francesco Cacciatore sempre dell’Università Iuav di Venezia, Franco Roperto docente dell’Università Federico II di Napoli. A moderare l’incontro, il giornalista Antonio Cannone.

Partendo dal dato allarmante rappresentato dai fondi che vengono restituiti a Bruxelles solo per problemi di progettualità, nasce a Conflenti un ‘laboratorio di idee’ per attrarre sviluppo e, quindi, finanziamenti grazie al lavoro del ‘comitato scientifico’ che, spiega ancora il Sindaco “è un organo altamente qualificato, composto da personalità significative anche in rappresentanza di istituzioni universitarie conosciute e apprezzate nel territorio calabrese e nazionale”. Un comitato doppiamente apprezzato dai conflentesi dal momento che è composto principalmente da personalità originarie del luogo che hanno dato lustro al piccolo paese del Reventino in altre regioni italiane. Un progetto ambizioso ma che, una volta avviato, permetterà di rimettere in moto quei centri come Conflenti che hanno bisogno di una spinta per ripartire. Com’è possibile questo? Aderendo ai bandi regionali, e non solo, con un progetto serio creato ad hoc grazie al contributo del comitato scientifico e del gruppo di lavoro. Perché solo chi conosce bene un territorio, le sue potenzialità e le sue criticità potrà individuare idee e soluzioni da passare poi al progettista.
“La comunità conflentese conserva vitalità e voglia di ripartire” commenta il professore Grandinetti che espone ai presenti un interessante lavoro fatto insieme agli studenti dell’IUAV (Istituto Universitario Architettura Venezia). Diverse le analogie tra la ricerca, collocata in un paese del Friuli, e Conflenti: la natura e il paesaggio, l’archeologia e la storia, le feste di paese, i santuari e i borghi, la ruralità. “Conoscenza”, “cooperazione”, “animazione”, “conservazione”, “valorizzazione”, “partecipazione” e “comunicazione” sono, invece, le parole chiave di questa ricerca nonché elementi base di un progetto. Il professore cita tra le ricorse ‘nascoste’ di Conflenti e sulle quali si potrebbe puntare per ripartire, l’antico borgo ‘u Chianiattu’ e l’ormai decadente Chiesa di San Nicola “un monumento straordinario di architettura che bisogna salvare” questo l’appello del professore Grandinetti al Sindaco di Conflenti in chiusura del suo intervento.

Il professore dell’Unical, Franco Rubino, parte dall’importanza del tempo, una delle risorse più preziose che abbiamo soprattutto nella nostra epoca che corre troppo veloce. La chiama “epoca del web” il docente conflentese che, afferma “questa è un’epoca diversa, basta pensare che con un click possiamo comunicare con 7 miliardi di persone”. Dobbiamo, quindi, corrergli appresso per non restare indietro e, prosegue il docente “vince chi sa adattarsi meglio”. Parla della politica, vista con gli occhi del nonno, una politica fatta di ideali lontana della politica di oggi così come la religione vissuta dalla nonna che, in un’epoca globalizzata è anch’essa cambiata dal momento che in una stessa comunità convivono diverse culture. Oggi è cambiata persino la concezione della famiglia così come la si intendeva una volta, fa riferimento ai matrimoni gay il prof Rubino che parla anche del cambiamento della scrittura “oggi ci sono gli emoticon” dice, un linguaggio universale che tutti possono capire. Tutto questo per arrivare al concetto di ‘Crisi’ una parola che fa paura “le più grandi invenzioni - ricorda ancora il professore - sono venute fuori nei momenti di crisi”. In questi momenti bisogna però ingegnarsi e trovare delle idee valide. Arriva, quindi, all’importanza del “laboratorio di idee” promosso dal Sindaco di Conflenti. “Bisogna correre nella direzione giusta perché quando il sogno di uno diventa il sogno di molti allora quel sogno può diventare realtà”. Sottolinea l’importanza di fare rete e, definisce “eroe” colui che ne sarà capace. Tutto ciò per evidenziare l’importanza della conoscenza del territorio e delle sue risorse per catapultarle in un progetto e aderire al bando. “Fa che la tua vita sia un dono e dallo agli altri che te ne saranno grati” conclude con questo aforisma il suo intervento il docente dell’Unical che, spiega, “la gratitudine non deve essere solo il sentimento del giorno prima ma anche quello del giorno dopo”.

Il microfono passa poi a Franco Roperto che si dice onorato di apportare il suo contributo al ‘consiglio scientifico’ sottolineando l’importanza della sinergia tra comuni ed enti di ricerca. Il professore dell’Unina che si occupa di sicurezza alimentare punta sulla necessità di creare anche progetti sull’agroalimentare e sulla valorizzare dei prodotti tipici. Roperto, nell’annunciare la sua partecipazione nell’Istituto Zooprofilattico e nel dare la totale disponibilità, evidenzia “se riuscissimo a creare una cooperazione tra enti di ricerca, Regione e territorio, questo sarà un punto di partenza per ridurre tante criticità che al momento bloccano l’economia”. A concludere il ciclo di interventi, il professore dell’Iuav Francesco Cacciatore, anch’esso originario della Calabria che, studiando in altre regioni afferma “solo mettendo insieme sguardi e punti di vista differenti, da chi vive il territorio quotidianamente e chi viene dall’ esterno si troveranno soluzioni molto interessanti”. Lui che ha vissuto in Sicilia e in Veneto sottolinea che “non si tratta di un problema di risorse ma mancanza di progettualità e di fare rete”. Conclude sottolineando ancora una volta l’importanza della conoscenza del territorio per creare progetti. “Un progetto - dice - è la simulazione della trasformazione della realtà, si capiscono i limiti e le possibilità estreme”. Tutti gli interventi convergono sul punto: si può cambiare il territorio partendo dal basso, dai protagonisti che vivono quotidianamente il territorio che, coadiuvati da un ente come il ‘comitato scientifico’ potranno cogliere al meglio le opportunità e, un domani, arrivare allo sviluppo di un territorio.
Sulla progettazione dal basso e sull’importanza di fare rete è intervenuto anche Franco Pucci, sindaco di Martirano Lombardo nonché presidente dell'Unione dei Comuni “Monti Ma. Re.”. Sulla stessa scia, il Sindaco di Scigliano Raffaele Pane e poi il primo cittadino di Dipignano, Guglielmo Guzzi, che ha sottolineato l’importanza del turismo religioso e il ruolo chiave che il Comune di Conflenti ha nel Consorzio Calabria Giubileo 2000 che si giova di una legge regionale: ‘Valorizzazione e potenziamento del turismo religioso e del sistema dei Santuari Mariani presenti sul territorio calabrese’. In rappresentanza del sindaco di Falerna, Giovanni Costanzo, era presente Angelino Renne.
“Non si tratta più di attivare richieste di finanziamenti estemporanee e fini a stesse - dichiara infine il sindaco Serafino Pietro Paola - ma di creare opportunità legale alle potenzialità del territorio interessato facendo emergere da esso le principali peculiarità che possano convergere in una modello condiviso di sviluppo”. Un incubatore di idee, quindi, con al suo interno competenze specifiche che potranno via via essere integrate grazie ad altri contributi significativi. Un progetto di sistema integrato per costruire quello che si potrebbe definire, “un nuovo modello di sviluppo ragionato”.
Ramona Villella
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