
Decollatura - C’è anche una lametina nella rosa degli intellettuali invitati a pubblicare una recensione su Proust nel volume internazionale “Proust 150”, edito dalla Societè Des Amis De Marcel Proust et Des Amis De Combray.
In occasione del centocinquantesimo anniversario della nascita di Proust, Jerome Bastianelli, presidente della Société Amis de Proust e de Combrai con sede ad Illiers in Francia, ha chiesto ad alcuni soci di scegliere un testo dello scrittore, come Alla ricerca del tempo perduto o altri testi, e di spiegare in un breve scritto le ragioni della scelta. Tra questi, anche la professoressa Angela Graziano, titolare di Storia dell’Arte presso il Liceo Scientifico “L.Costanzo” di Decollatura, dell’Istituto di Istruzione Superiore diretto da Antonella Mongiardo. “Quando ho ricevuto la mail di invito del presidente – dice Angela Graziano - ne sono stata particolarmente orgogliosa”. “Angela Graziano - spiegano - aveva già avuto occasione di interloquire con Bastianelli, avendo la docente curato la traduzione in italiano della guida del museo Proust a Combrai. I contatti sono proseguiti anche dopo, perché la professoressa Graziano ha fatto una donazione al Museo di alcuni tessili d’antiquariato, di cui è collezionista”. “Un invito così lusinghiero non è certo da rifiutare – riferisce Graziano - e ho accettato molto volentieri di scrivere un breve saggio su un passo della Recherche (La Fuggitiva). Al Narratore, a Venezia, davanti ad un dipinto di Carpaccio, Miracolo della reliquia della Croce a Rialto, osservando il particolare di una sirena bicaudata sul mantello di un giovane appartenente ad una Compagnia della Calza (Le Compagnie della Calza erano delle compagnie di venti/trenta giovani nobili veneziani che organizzavano la vita di spettacolo veneziana tra il XV e il XVI secolo) ritorna in mente il mantello di Fortuny che Albertine aveva indossato la sera prima di fuggire e poi morire. Era stata indecisa tra due mantelli di Fortuny: "Esitò un poco, come tra due amici da condurre con sé - poi - ne scelse uno blu scuro, stupendo". Su questo triste ricordo e sul rapporto di Proust con l’arte si snoda il saggio di Angela Graziano, selezionato e inserito, insieme ad altri 149 testi internazionali, in un raffinato volume edito dalla Société Amis de Proust e de Combrai (reperibile sul sito web del museo: boutique.amisdeproust.fr/.../138-proust-150.html).
Il testo di Angela Graziano (tradotto in italiano)
Il mantello di albertine
“Non ho mai letto nulla di più angosciante e doloroso de La Prigioniera e i sottili fili serici e dorati degli splendidi mantelli di Fortuny di Albertine mi sono sembrati funi robuste, simbolo della sua prigionia. Mentre leggevo sentivo un morso al cuore
La sua lettura mi procurava un morso al cuore, come quello che prova il Narratore, a Venezia, davanti al Miracolo della Croce a Rialto di Carpaccio, quando, improvvisamente, ricorda l’ultima serata con Albertine, poche ore prima della fuga della ragazza.
Lui le aveva chiesto se volesse andare a Versailles e lei, già in vestaglia, senza esitare aveva detto di sì e, poiché non sarebbero scesi dalla macchina, aveva deciso di indossare un mantello di Fortuny sopra la vestaglia, esitando un secondo su quale scegliere fra due, come tra due amici da portare con sé, e poi aveva preso quello blu scuro, meraviglioso, lo stesso mantello che ora il Narratore vede poggiato sulle spalle di un giovane della Compagnia delle calze nel dipinto che ha davanti a sé.
È un dipinto straordinario. La scena del miracolo sembra solo un pretesto per raccontare Venezia. Nere gondole con rematori in elegante equilibrio con farsetti corti e calze aderenti solcano le acque del Canal Grande (su di una c’è un bel cagnolino bianco), su un tetto c’è un muratore che sistema le tegole e sul bordo del canale operai lavano le botti. Una donna stende un tappeto alla finestra e panni stesi sono agitati da un vento leggero mentre il cielo terso di Venezia, solcato da nuvole leggere, è affollato da una moltitudine di comignoli così come le calli sono affollate da uomini eleganti che conversano fra loro.
Ma il Narratore ha occhi solo per il giovane dal bel mantello blu su cui è ricamata una sirena a doppia coda e un cartiglio con la dicitura Con tempo. Non so se, guardando il mantello, è più affascinato dalla scritta oppure dalla sirena”.
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