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Catanzaro - "Passaggio di consegne tra i commissari ed i dipendenti soffrono ancora. Pronti a scendere in piazza". Lo affermano, in una nota congiunta, i segretari generali regionali di Fp Cgil (Baldari), Cisl Fp (Giordano) e Uil Fpl (Bartoletti) in merito alla situazione del Corap, il Consorzio regionale per lo sviluppo delle attività produttive della Regione Calabria. "Le organizzazioni sindacali - proseguono - si trovano ancora una volta a prendere atto della situazione a dir poco grottesca ed allo stesso tempo sconcertante che sta attraversando il Corap a seguito dell'ordinanza del Tar che, sospendendo gli atti amministrativi posti in essere dalla Regione in ordine alla dichiarata, purtroppo incontestabile, seconda liquidazione coatta amministrativa, rimette di fatto in 'bonis' lo stesso Corap, provocando un indubbio forte disadagio rispetto ad un situazione già critica per il futuro dei lavoratori che sembrano non trovare la merita e dovuta tranquillità. L'ordinanza del Tar, definendo la fase cautelare promossa dal ricorso dell'ex commissario Bellofiore, che in tutta fretta ha provveduto a reinsediarsi nella il 26 ottobre, ha infatti sospeso la delibera di Giunta regionale ed il Decreto del Presidente della Giunta regionale che determinavano la liquidazione e la nomina di Tommaso Calabrò a commissario liquidatore. Insomma, in un solo colpo e per la seconda volta nell'anno, il Corap si ritrova senza debiti per incanto e ritorna in bonis. I sindacati nel prendere atto di quanto disposto dalla Giustizia amministrativa, auspicano nel contempo che la medesima Regione si attivi subito in sede giurisdizionale per chiedere l'annullamento della decisione del Tar, esprimendo una forte preoccupazione per le conseguenze che potrebbe produrre se non opportunamente riformata per via giudiziaria o amministrativa. Quello che oggi con amarezza si riscontra è davvero surreale, basti pensare che il Corap, che versa in una grave crisi economica, è riuscito a produrre nella gestione 'in bonis' di Bellofiore un Piano industriale con importanti criticità e carenze, inaffidabile e non sostenibile e pertanto non attuabile, così come riscontrato dalla Regione nella Delibera di Giunta del 25 agosto 2021. Per non parlare poi dei bilanci relativi agli anni 2018, 2019 e 2020 con un utile che non consente di coprire le perdite accumulate e che nel tempo hanno azzerato il capitale sociale, determinando, assieme al Piano industriale carente, l'assenza del presupposto della continuità aziendale, cagionando la sua inevitabile liquidazione coatta amministrativa. Questi sono i reali motivi dei già noti gravi disagi arrecati alle attività dell'Ente ed al personale vittima di tutto questo. Personale che, per tutto ciò, si è visto privare per molto tempo delle retribuzioni e che ancora oggi aspetta che vengano corrisposte".

"Si ribadisce con forza che tutto questo è davvero vergognoso e mette gli stessi lavoratori ed i creditori dell'Ente in seria difficoltà, esponendo il Corap in un momento delicatissimo, al rischio di blocco delle attività. Nell'esprimere un forte e sentito ringraziamento a Calabrò per il lavoro e l'attenzione che ha posto in questi due mesi, ci auguriamo che, in questo breve frangente in cui il Corap sembra essere terra di nessuno, si trovi la forza e il coraggio da parte della politica di scelte importanti e definitive. Oggi l'intento è quello di lanciare un messaggio al Governatore della Calabria appena eletto: il Corap deve diventare un impegno primario, non più rinviabile, da affrontare nell'immediatezza. Devono essere adottate nei confronti dei lavoratori le tutele previste dalla legge 29 luglio 2021, n. 108 e, nello stesso tempo, devono essere garantite le funzioni strategiche del Corap, anche con un loro eventuale trasferimento assieme ai dipendenti ad altri enti regionali, al fine di salvaguardare lo sviluppo delle aree per l'insediamento di attività produttive che possono ancora essere un volano straordinario di crescita della Calabria. La Regione, purtroppo, non può che prendere atto, ancora una volta, dello stato di crisi oramai da tempo conclamata ed irreversibile, procedere con comportamenti conseguenziali ed assumersi l'onere di dare risposte chiare, concrete e definitive sul futuro del Corap e dei suoi lavoratori, mettendo fine ad una vergognosa situazione utile solo a chi vuol lucrare alle spalle di chi con sacrificio porta avanti il proprio lavoro e cerca la sacrosanta dignità e tranquillità".

"Le organizzazioni sindacali - concludono Baldari, Giordano e Bartoletti - si riservano comunque di proclamare nei prossimi giorni lo stato di agitazione e di procedere con le forme di lotta consentite dalla legge, qualora non si ottengano le necessarie assicurazioni in merito alla vicenda e non si diano le giuste garanzie ai lavoratori". 

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