Salta al contenuto principale

sindacati-demoskopica-1-030918.jpg

Roma - Il sindacato italiano continua a registrare un calo del consenso in molte regioni, soprattutto del meridione che registra quasi il 70% del calo complessivo. La Calabria però è una delle regioni che resiste, con ancora alto gradimento per le sigle sindacali.  In soli due anni però, le principali organizzazioni sindacali hanno perso complessivamente circa 450 mila iscritti. Una contrazione, che poteva manifestarsi in forma ancora più allarmante se non fosse per l’Unione Italiana dei Lavoratori (UIL) che ha fatto registrare, al contrario, un incremento, seppur non particolarmente rilevante. E' quanto emerge dall’Indice di Appeal Sindacale (IAS) ideato dall’Istituto Demoskopika che, analizzando il periodo 2015-2017, ha tracciato una classifica delle regioni in relazione all’attrattività delle principali organizzazioni dei lavoratori sul territorio. Due gli indicatori utilizzati: gli iscritti ai sindacati di CGIL, CISL, UIL e le persone di 14 anni e più che hanno svolto attività gratuita per un sindacato. Sono tre le regioni a guidare la graduatoria dell’Indice di Appeal Sindacale,  la Basilicata prima su tutte, con un punteggio complessivo pari a 115,48 si posiziona in cima alla classifica delle realtà regionali “più sindacalizzate” guidando l’area del livello alto di appeal. A pesare significativamente il primo posto ottenuto nella ”geografia” degli iscritti: ben 717 tesserati per mille occupati. Sul podio, al secondo posto, si colloca la Toscana totalizzando un risultato complessivo pari a 110,35 punti “condizionato” positivamente dal primato quale realtà territoriale più virtuosa in relazione ai volontari: 16 persone di 14 anni per mille residenti over 13 anni. A chiudere il medagliere dell’appeal sindacale la Sicilia con 108,4 punti. Nell’area del livello alto altre due realtà regionali, Calabria e Liguria, rispettivamente con 107,77 e 107,14 punti.

sindacati-demoskopica-2-030918.jpg

 

A livello regionale, sono quattro le realtà territoriali meridionali a comparire tra le prime sei regioni per “sforbiciata” degli iscritti alle sigle sindacali, in valore assoluto, con oltre 245 mila adesioni in meno nell’ultimo biennio: Campania con 90,8 mila iscritti in meno, Puglia con 66,7 mila iscritti in meno, Sicilia con 53,7 mila iscritti in meno e Calabria con 33,8 mila iscritti in meno. E' la Confederazione Generale Italiana del Lavoro (CGIL), nel 2017, a subire il maggiore decremento con ben 285,4 mila iscritti in meno, pari a ad un calo del 5,2 per cento rispetto al 2015. Una contrazione che tocca principalmente i territori “a guida rossa”. Tra le prime otto realtà territoriali, infatti, a dimostrare più sfiducia, in termini assoluti, ben sette sono attualmente governate dal centrosinistra: Campania con una contrazione di 55,8 mila iscritti pari al 17,9% in meno rispetto al 2015, Puglia che ha registrato una decrescita di 54,1 mila iscritti pari al 18%, Emilia Romagna con una perdita di 46,5 mila iscritti pari al 5,7%. E, ancora, Calabria con una contrazione di 20,8 mila iscritti pari al 12,7% in meno rispetto al 2015.  La Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori (CISL), ha perso per strada ben 188,1 mila iscritti con una contrazione del 4,5 per cento nell’arco temporale considerato. Le perdite “a due cifre” si sono registrate in sette regioni: Sicilia che ha visto ridurre il numero degli iscritti alla sigla sindacale di 38,7 mila persone (-12%), Campania con una contrazione di 30,6 mila iscritti pari al 11,1%, Puglia con 22,5 mila iscritti in meno (-9,1%), Lombardia con 18,5 mila iscritti in meno (-2,4%), Calabria con 15,5 mila iscritti in meno (-10,3%), Piemonte con 11,8 mila iscritti in meno (-4,4%) e, infine, Lazio con 11,4 mila iscritti in meno (-3,9%). Sul versante opposto, il Trentino Alto Adige si è dimostrato il territorio “più devoto” facendo registrare un incremento, seppur poco rilevante, del numero degli iscritti pari a 447 tesserati (+0,6%).

Segui il Lametino
Le notizie di Lamezia e della Calabria, dove preferisci tu.