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Lamezia Terme -  "Esprimiamo pieno sostegno agli abitanti dei Ginepri e al Comitato Ginepri 2026.  E sia chiaro: la nostra posizione sarebbe esattamente la stessa se queste ipotesi dovessero interessare i Ginepri o qualsiasi altra zona della città. La vicenda Scordovillo non nasce oggi. È una problematica che Lamezia si trascina da decenni e sulla quale negli anni sono intervenuti diversi livelli istituzionali, fino ad arrivare alla nomina di un Commissario straordinario e alla costituzione di una struttura commissariale. Oggi il percorso vede quindi coinvolti, a diverso titolo, Regione Calabria, ATERP e struttura commissariale. Come consiglieri comunali, tuttavia, non conosciamo nel dettaglio ciò che si stia programmando sul piano abitativo" così in una nota Massimo Cristiano e Carmine Villella Consiglieri comunali Futuro Nazionale.

"Ed è proprio questo uno dei problemi: decisioni capaci di produrre conseguenze profonde sulla città e sui suoi quartieri non possono arrivare dall'alto senza un preventivo coinvolgimento delle istituzioni comunali e delle comunità interessate. C'è soprattutto una questione che per noi viene prima di qualsiasi acquisto di immobili. Già la deliberazione comunale del 2017 aveva posto il problema della verifica delle singole posizioni: non può esistere un automatismo secondo cui essere presenti a Scordovillo significhi avere automaticamente diritto a una casa. Prima bisogna fare la cernita degli aventi diritto. Verificare nucleo per nucleo requisiti, condizioni e titoli. Soltanto dopo si può stabilire quale soluzione abitativa debba essere garantita a chi ne abbia effettivamente diritto. Altrimenti la domanda è inevitabile: davvero siamo convinti di poter utilizzare milioni di euro di denaro pubblico per “regalare” case senza avere prima stabilito rigorosamente chi ne abbia diritto e chi no? Noi non abbiamo difficoltà a dirlo: i diritti vanno garantiti a chi ne ha diritto. Non esistono diritti automatici fuori dalle regole".

"E questa distinzione è doverosa anche nei confronti della stessa comunità rom. Esistono famiglie rom che negli anni hanno intrapreso autonomamente percorsi di integrazione, lavorano, rispettano le regole e hanno costruito il proprio futuro all'interno del tessuto sociale lametino. L'integrazione vera va riconosciuta e sostenuta. Il rispetto delle regole non può diventare uno svantaggio. Poi c'è una seconda condizione per noi imprescindibile: la valutazione preventiva dell'impatto sociale. Che si tratti dei Ginepri o di qualsiasi altra zona di Lamezia, prima di procedere bisogna valutare le conseguenze sulla convivenza, sui servizi, sulla sicurezza, sulla capacità di integrazione e sull'equilibrio sociale del quartiere interessato. E su questo Lamezia dovrebbe avere memoria. Alzare la voce oggi significa difendere Lamezia domani. Se in passato, prima di realizzare determinate concentrazioni abitative, ci si fosse interrogati con maggiore forza sul loro impatto sociale e urbanistico, probabilmente oggi non ci troveremmo a fare i conti con situazioni come quella di Ciampa di Cavallo, che negli anni ha prodotto criticità e un forte impatto sociale su quella parte della città".

"Non vogliamo ripetere gli errori del passato. Prevenire oggi significa evitare di dover rincorrere domani problemi che potrebbero accompagnare Lamezia per decenni. Non si governa una questione sociale semplicemente spostando delle persone da un punto all'altro della città. Superare Scordovillo deve significare risolvere una situazione complessa attraverso legalità e vera integrazione, non trasferirne altrove le criticità. Per questo chiediamo a Regione Calabria, ATERP e struttura commissariale piena trasparenza sul percorso avviato: vogliamo conoscere gli atti, gli immobili eventualmente individuati, i criteri, le perizie, i prezzi e soprattutto avere risposte a due domande preliminari: Chi sono gli effettivi aventi diritto? Quale valutazione preventiva dell'impatto sociale è stata effettuata? Finché non avremo queste risposte continueremo a chiedere chiarezza e a sostenere il Comitato Ginepri 2026, così come sosterremmo qualsiasi altra zona della città che dovesse essere interessata. I soldi sono pubblici. I diritti non si regalano. Le regole devono valere per tutti. E nessun quartiere di Lamezia può essere messo davanti al fatto compiuto".

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