
Lamezia Terme - Riapre il Museo Archeologico Lametino, dopo sette mesi di chiusura per lavori di riqualificazione e adeguamento finalizzati all’abbattimento delle barriere fisiche, sensoriali e cognitive, secondo linee guida Ministeriali, realizzati con fondi PNRR. Un lavoro che ha coinvolto non solo la struttura lametina ma in tutto 12 strutture museali in Calabria, con responsabile di procedura la dottoressa Simona Bruni, direttrice del Museo Archeologico Lametino.
“Uno sforzo straordinario, che ha richiesto enorme impegno”, ha commentato durante la conferenza d’inaugurazione Fabrizio Sodano, direttore regionale dei Musei Nazionali della Calabria, dopo la magnifica visita guidata condotta dalla dottoressa Stefania Mancuso, coinvolta nella realizzazione dei lavori e direttrice dell’Accademia di Belle Arti di Catanzaro. Fra le modifiche apportate nelle sale, la realizzazione di un percorso di tappetini pedotattili per persone non-vedenti, tabelle in linguaggio Braille, riproduzioni di vasi in argilla per esperienze tattili realizzate da Rocco Purri dell’Associazione Archeologica Lametina, rimozione di passerelle e ostacoli fisici, rinnovamento della cartellonistica e aggiornamento nella disposizione delle vetrine e degli allestimenti che, come anticipato dalla direttrice Bruni, saranno ulteriormente rinnovati attraverso un nuovo finanziamento già stanziato di 470.000 euro per nuove modifiche da realizzare nel 2027, che non richiederanno una nuova chiusura del Museo ma si svolgeranno “a cantiere aperto”.

“Oggi i Musei, da luoghi di conservazione, sono divenuti luoghi di relazione”, ha dichiarato Bruni al termine della visita che ha condotto gli ospiti alla scoperta di spazi più fruibili e accoglienti, con tabelle e fotografie aeree che rendono vivida la visione del territorio e la collocazione attraverso la linea del tempo dei beni culturali che ne sono parte, in un quadro storico-geografico di respiro globale. Tantissimi i ringraziamenti, indirizzati in primis alla dottoressa Doris Lo Moro, cui si deve come sindaco l’istituzione del Museo Archeologico Lametino nel 1997; inoltre a tutti coloro che nel tempo si spesi per il suo allestimento: gli autori originari dei testi della cartellonistica – fra cui Antonio Milano e Roberto Spadea – oggi riadattati da Stefania Mancuso; la professoressa Giovanna De Sensi, l’archeologo Eugenio Donato, e tutti gli studiosi del territorio che hanno offerto il loro contributo; i membri dell’Associazione Archeologica Lametina, lo staff del Museo e i progettisti curatori dei lavori; l’orafo lametino Eugenio Rocca, incaricato nel 1997 della riproduzione in argento delle monete del tesoretto, di cui oggi gratuitamente ha curato la lucidatura con il contributo del figlio Giulio, anche lui orafo, che proseguirà la storica collaborazione con il Museo Archeologico.

Ancora, ringraziamenti alle Istituzioni politiche coinvolte, fra cui presenti l’attuale sindaco di Lamezia Mario Murone, l’assessore alla Cultura Annalisa Spinelli, il presidente della Commissione Cultura, Musei e Biblioteche del Consiglio Regionale della Calabria Emanuele Ionà, che ha annunciato in sede di convegno l’abbandono della carica per assunzione di nuovi impegni politici, ma che si è dichiarato entusiasta di aver preso parte alla realizzazione del progetto. Presente e oggetto di ringraziamenti anche Luciana Lo Prete, presidente di sezione dell’Unione Ciechi di Catanzaro, che con grande interesse ha seguito la visita con il suo cane guida. Diverse anche le novità annunciate: sarà infatti possibile, per il doppio del costo di un biglietto giornaliero per il Museo, acquistarne uno annuale, che permetterà accesso libero alle sale per 12 mesi; introdotto inoltre il Calabria Cultura Pass, un biglietto della durata di sei mesi che offrirà accesso a una serie di itinerari culturali nei Musei e Parchi Archeologici gestiti dal Ministero, con tappe disponibili in tutta la regione, fra cui Reggio Calabria, Vibo Valentia, Gioia Tauro, Lamezia Terme e Mileto, attraverso un’iniziativa che la Calabria è prima regione in Italia a realizzare.

Altra novità: il “Tratto Design Days”, Festival che si svolge in questi giorni al secondo piano del Complesso Monumentale di San Domenico, con direttore artistico Francesco Cefalà, in sinergia con l’Accademia delle Belle Arti di Catanzaro. Coinvolta nelle iniziative di quello che è stato definito da Bruni “il Palazzo della Cultura lametina”, anche l’architetto Mara Varia, vicepresidente della Fondazione Architetti PPC CZ, che oltre a portare i saluti del suo presidente e dei membri del direttivo ha voluto rappresentare anche la Fondazione Komen, promotrice domani di una camminata di sensibilizzazione contro i tumori femminili sempre con partenza da San Domenico. A chiudere i lavori l’intervento del vescovo di Lamezia Monsignor Serafino Parisi, che ha sottolineato la centralità della città del Golfo, più volte citata nel corso dell’evento, “non solo come polo culturale ma come snodo di una rete più ampia di relazioni da stabilire: fra Museo, Casa del Libro Antico, Museo e Archivio Diocesano, Biblioteche. Relazioni che possano essere fruttuose per il contesto sociale e culturale. Di modo che i Musei non siano solo luoghi dove custodire dei beni, ma contribuiscano alla costruzione condivisa del loro significato”.
Giulia De Sensi













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