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Lamezia Terme - Nella serata del 5 maggio, al Chiostro San Domenico di Lamezia Terme, con una numerosa partecipazione di cittadini, si è tenuto l'incontro, organizzato dal Comitato Difendiamo la Costituzione, sul tema "NO all'Italia a due velocità, contro l 'Autonomia differenziata della Salute".  Un incontro a più voci che ha visto la presenza di Terri Boemi per il Movimento 5Stelle, Rosa Rinaldi responsabile nazionale Sanità di Rifondazione Comunista, Marta Perrotta per Sinistra Italiana, Filomena Greco consigliera regionale di Italia dei Valori-Casa Riformista, Agostino Ferrise Associazione "Oltre l'autismo", Enzo Scalese segretario generale Area Vasta Cgil di Catanzaro, Felice Lentidoro di Cittadinanza attiva, Vittorio Paola segretario del PD di Lamezia. Ha introdotto i lavori Mario De Grazia, presidente del Comitato dicendo che molti pensano che con la sentenza della Corte Costituzionale n. 192/2024, "l'autonomia differenziata sia stata completamente archiviata. E non è così", hanno ribadito durante l'incontro.

Tutti i relatori hanno convenuto, fanno sapere: "sulla necessità di fare una seria e unitaria battaglia contro le pre intese sottoscritte dal Governo e dalle regioni Lombardia, Veneto, Piemonte e Liguria. Dure, unanimi critiche hanno espresso nei confronti del presidente della regione Calabria che ha dato il suo assenso alle preintese, senza avvertire il bisogno di coinvolgere il Consiglio regionale, come sarebbe stato necessario fare, a norma dell'art. 16 dello Statuto, barattando il suo assenso con la fine del commissariamento della sanità calabrese. Sulla svendita della sanità calabrese da parte di Occhiuto si sono soffermati tutti gli interventi. Le intese preliminari riguardano la devoluzione di materie concernenti la Protezione civile, le professioni, la previdenza e, soprattutto la Sanità e sono state sottoscritte senza che il Parlamento abbia prima definito i lep (livelli essenziali delle prestazioni) che riguardano il rapporto tra costi e fabbisogni standard su tutto il territorio nazionale. Sono stati, con una furbata leghista, impropriamente assimilati ai Lea (livelli essenziali di assistenza). LEA e LEP sono entrambi standard minimi di servizio garantiti su tutto il territorio nazionale italiano, ma con ambiti diversi: i Lea riguardano esclusivamente le prestazioni sanitarie fornite dal Servizio Sanitario Nazionale, mentre i Lep sono la definizione più ampia che copre anche i diritti civili e sociali (inclusi istruzione e trasporti e altri servizi)".

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Secondo il Comitato "le preintese Stato-Regioni, è stato detto, minano l'unità della Repubblica e i principi di solidarietà e sussidiarietà, frantumato lo Stato di diritto creando sistemi normativi e amministrativi diversi per le regioni, costruendo, di fatto, un Paese a diverse velocità e con diritti diseguali per i cittadini. Colpiscono al cuore il Servizio sanitario nazionale e la legge 833 del 1978 che lo istituiva e, cosa del tutto gravissima, contraddicono la recente Sentenza n. 192/2024 della Corte Costituzionale che proprio sul tema vieta espressamente la devoluzione alle regioni di funzioni dello Stato che riguardano intere materie e che non siano chiaramente specifiche e territorialmente motivate. Da qui, la forte contrarietà a queste pre-intese, l'unanime richiesta che della questione venga investito al più presto il Consiglio regionale della Calabria, la volontà di difendere in tutte le sedi la cultura costituzionale, di sottoscrivere un documento unitario con tutte le forze politiche di opposizione, con il Sindacato e i movimenti e le associazioni democratiche".

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