
Carlopoli – Grande partecipazione all’Abbazia di Santa Maria di Corazzo, a Carlopoli, per “Una montagna di pace” che ritorna dopo 10 anni. L’evento è stato organizzato da decine di associazioni culturali che nella giornata hanno avuto modo di confrontarsi su più tematiche di rilievo nella particolare cornice dell’Abbazia dietro la quale riecheggiano nomi del passato, della storia, fra tutti Gioacchino Da Fiore, in una percezione di silenzi e colori cangianti, nella pienezza di sentimenti comuni, nella spiritualità del luogo. L’evento, che ha visto una grossa organizzazione alle spalle da parte di più persone, è il risultato dell’idea portata avanti negli ultimi mesi dal gruppo di “Rivìentu” il Coordinamento territoriale delle aree e delle associazioni del Savuto e del Reventino. Un gruppo di giovani che da anni porta avanti con estrema attenzione azioni ben radicate sul territorio e volte a creare vigilanza, controllo, difesa del paesaggio dell’ambiente ma anche teso ad allargare buone pratiche, sviluppo per le arre interne, l’agricoltura, la cultura. Si sono interrogati i ragazzi di Rivìentu e hanno trovato nobile nel farlo, coinvolgere tutti, riguardo la necessità di fare rete concreta fra più realtà dagli intenti comuni.

Si sono interrogati a proposito di beni comuni, di agricoltura, di economia sostenibile e turismo lento, di cultura e partecipazione attiva. E anche se la forma e il contenuto non sempre si danno la mano, è proprio negli aspetti organizzativi che i ragazzi si sono incontrati, scontrati, confrontati, è nella predisposizione all’ascolto che hanno avuto modo di consolidare un’esperienza che ha nel ricordo la memoria storica di Bruno Arcuri, il professore ed ex sindaco di Carlopoli, scomparso anni fa. Un modello da seguire per i giovani, un punto di riferimento ben saldo. Altra figura ricordata prima dell’inizio dei concerti è stata quella dell’attivista e volontaria Rosy De Sensi, che nel tempo ha portato avanti la cultura anche nei luoghi più disagiati. Perché è troppo facile portare la cultura dove la cultura già esiste. Rosy De Sensi aveva invece colto la più nobile delle esigenze.

“La giornata del 26 giugno è l'esempio di come l'unione e la perseveranza riescano ad abbattere gli ostacoli e a generare entusiasmo collettivo. Dovremo essere bravi a catalizzare la grande energia che questa partecipazione ci ha infuso" – dicono da Rivìentu. Iniziata con l’escursione "Lungo le vie d'acqua Cistercensi" a cura di Discovering Reventino e Progetto Gedeone, la giornata è stata animata da tavoli tematici, stand enogastronomici, area baby, stand di associazioni aderenti all’iniziativa ma anche stand che con la loro presenza hanno avuto modo di coordinare date estive di festival significativi, tra i quali “Felici & Conflenti”, ma anche “Costa Nostra” di Curinga, e tanti altri.
Un dibattito, tenuto sotto il caldo sole del primo pomeriggio tra i ruderi dell’Abbazia, al quale hanno partecipato, tra gli altri, il sindaco di Carlopoli, il Sindaco di Riace, di ritorno da Bruxelles dove ha portato il modello Riace in Parlamento Europeo, Domenico Lucano, il professore e antropologo Vito Teti, conoscitore di luoghi, di memorie e uomo di grande trasmissione orale, ha attirato diversi partecipanti. Un momento di riflessione, incentrato sul tema del restare, nel quale si è tentato di smontare luoghi comuni e retoriche e si è cercato di mettere in evidenza la volontà di creare una struttura stabile fra le varie reti, rafforzando però l’aspetto organizzativo e comunicativo.


Hanno partecipato: Rivìentu: Fenice Bianca, Discovering Reventino, Conflenti Trekking, Felici & Conflenti, Gas del Reventino, La carovana, Progetto Gedeone, Forum del Reventino, Gruppo Spontaeo Colosimi, Associazione Pedivigliano 200, Centro Culturale Castagna. Hanno partecipato all'evento: Manifest, Scenari Visibili,Teatrop, Equosud Reggio Calabria, Costa Nostra, Cotroneinforma, Collettivo Casarossa40, Rublanum, Sos Rosarno, Emergency, Medici senza confini, CalabriaXidomeni, Eco Faggeta Festival, PaxChristi, Fishonlus, Gruppo archeologico Amendolea. La serata si è conclusa con danze e canti al ritmo di: Onda Kalabra, Suoni Caotici Nomadi Cover Band, I Musicanti del Vento, Sabatum Quartet, L'evoluzione, Folk n' Roll. Sul palco anche Enzo Infantino, i Teatrop con lo spettacolo "I maghi della pioggia” e la testimonianza di Endurance, ospite del centro di accoglienza di Conflenti.



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