
Lamezia Terme – Dopo la mancata apertura a Lamezia del “Festival delle erranze e della Filoxenia”, che si sarebbe dovuto tenere all’Abbazia Benedettina, erano state sollevate polemiche da parte degli organizzatori, in particolare da parte di Antonio Mangiafave, presidente dell’Associazione Comunità di Volontariato SS. Pietro e Paolo, capofila del Progetto Gedeone, che ad un giorno dall’evento, aveva indetto una conferenza stampa per spiegare le motivazioni che avevano portato a stoppare l’evento. Secondo quanto affermato da Mangiafave, l’apertura del Festival a Lamezia sarebbe saltata per via di una mancata autorizzazione da parte del “Settore promozione del territorio” del Comune di Lamezia Terme anche se avrebbe avuto l’autorizzazione, così come riportato dal presidente dell’associazione, da parte del Commissario Prefettizio Alecci e dal parere favorevole da parte della Soprintendenza archeologica belle arti e paesaggio per le province di Catanzaro, Cosenza e Crotone.
Arriva, ora la replica del dirigente di settore, Alessandra Belvedere che, in una nota, specifica: “È noto che la oramai famosa Circolare Gabrielli abbia messo in serie difficoltà l’organizzazione di iniziative pubbliche, per i conseguenti gravosi oneri amministrativi, organizzativi e finanziari. Non tutte le amministrazioni sono in grado per far fronte alle spese, in caso di organizzazioni di eventi ad iniziativa degli enti locali; mi riferisco, in particolare, alle fiere, anche legate a tradizioni devozionali, che sono state annullate in molti comuni calabresi ma non anche a Lamezia ove è riusciti, con impiego di risorse umane e finanziarie, ad assicurare tutte le misure di sicurezza”.
“Comprendo, quindi, - sottolinea - che allorquando l’iniziativa è organizzata da associazioni culturali/volontariato queste possano essere sprovviste di mezzi (tecnici ed economici) per far fronte agli oneri che, in questo caso, ricadrebbero sugli organizzatori che, però, in un’ottica di leale collaborazione, potrebbero affrontate. Al contrario, - aggiunge la dirigente - nella città di Lamezia, da qualche mese e, precisamente dal momento dell’insediamento della commissione straordinaria che mi ha conferito le funzioni dirigenziali del settore, è invalsa l’abitudine di annunciare, sulla stampa, iniziative culturali obiettivamente meritorie, che, però, non trovano adeguato seguito in idonee richieste amministrative che richiedono tempi di esame e discernimento e contenuti rigorosi per consentire agli uffici di autorizzare l’evento, concordemente con altre autorità”.
“Ove, in mancanza degli adempimenti richiesti dalla normativa, gli eventi, - scrive la dirigente Comunale - prima annunciati, non vengono autorizzati, il Comune viene tacciato di eccesso di burocrazia, ingenerando, nella pubblica opinione, l’erroneo convincimento che la manifestazione non si è potuta svolgere non per l’incompetenza degli organizzatori bensì per l’eccesso di zelo del dirigente di turno, ancor più facile bersaglio in un momento di vuoto politico”.
“Tanto è avvenuto anche in occasione dell’evento proposto dal sig. Antonio Mangiafave, - continua la Belvedere - il cui sodalizio è stato, subito, edotto, a cura degli uffici, degli indispensabili adempimenti organizzativi, mai formalizzati nella forma richiesta dalle procedure amministrative, note ai tecnici”.
“Lo stesso Mangiafave, come ormai di consueto, - aggiunge ancora la dirigente - ha prima annunciato l’evento su Lamezia, nel corso di una pubblica conferenza stampa, e dopo qualche giorno ha depositato una semplice lettera di richiesta che ha avuto parere favorevole del Commissario che certamente ha valenza per la bontà dell’evento ma non tiene luogo alle autorizzazioni che devono essere precedute da una istanza contenente tutta una serie di adempimenti tecnici che devono essere redatti da personale tecnico abilitato, mai presentata. Inoltre, non è vero che la manifestazione aveva ricevuto le autorizzazioni della Questura, - specifica - poiché tanto è smentito dall’attestazione del Questore”.
“Infine, per quanto riguarda l’autorizzazione della Soprintendenza, - continua - la stessa è pervenuta il venerdì 29 giugno -giorno di chiusura degli uffici comunali per la festa del Santo Patrono- che, per quanto intempestiva, non sarebbe stata, comunque, sufficiente – conclude - per delibare sulla richiesta, stante le carenze dell’istanza”.
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