
Catanzaro - Solo la provincia di Catanzaro potrà conferire i rifiuti nella discarica di Lamezia Terme. Lo ha stabilito il Tar della Calabria che ha accolto il ricorso presentato dall'Ato di Catanzaro contro l'ordinanza regionale, la numero 24 del 2021, che consentiva anche agli Ato di Reggio Calabria, Cosenza, Vibo e Crotone di conferire gli scarti di lavorazione dei rispettivi impianti nella discarica lametina. Nel dispositivo del Tribunale amministrativo regionale (Giancarlo Pennetti, Presidente Francesca Goggiamani, Referendario Arturo Levato, Referendario, Estensore) viene messa in evidenza la mancanza dei requisiti essenziali per l'adozione dell'ordinanza contingibile e urgente.
“In riferimento alla quadro normativo – rileva il Tar -, occorre osservare che, in termini generali, il potere di ordinanza contingibile ed urgente è circoscritto da stringenti presupposti, poiché per mezzo di esso si introducono delle deroghe al principio di legalità in ragione dell’esigenza di porre rimedio ad impreviste situazioni di emergenza, rispetto alle quali l’ordinamento impone attività immediate e non predeterminate in provvedimenti o altri strumenti già tipizzati dal legislatore. La ristretta area entro cui il descritto potere può essere esercitato ne consente pertanto la configurazione quale extrema ratio”. I giudici concludono che “la gravata ordinanza è stata adottata in assenza del requisito di contingibilità, da intendersi quale mancanza di ordinari rimedi predisposti a livello normativo o impossibilità di farvi ricorso”.
A fronte dell’accoglimento del ricorso, rileva al contempo il Collegi, “si impone la necessità di modulare gli effetti delle sentenza di annullamento, al fine di evitare il rischio che -nelle more dell’adeguamento del regime giuridico di programmazione e gestione dei rifiuti ai dettami di cui alla L. R. n. 14/2004- intervengano, attese le criticità comunque presenti nel territorio regionale, squilibri che alterino in modo pregiudizievole il vigente assetto organizzativo emergenziale ormai delineatosi dal settembre 2019, con potenziali ricadute negative anche nei confronti dell’A.T.O. ricorrente”.
B.M.
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