
Lamezia Terme - “La scossa è stata avvertita molto forte sebbene sia stata a 250 km di profondità, se fosse stata a 30 km di profondità, avrebbe provocato dei danni anche importanti”. Notte interamente trascorsa nella sala operativa per il capo della Protezione civile Calabria, Domenico Costarella, dopo la fortissima scossa di magnitudo 6.1 registrata alle 00.35 a largo della costa settentrionale della Calabria, in provincia di Cosenza, a una profondità di 250 km.
La scossa non ha provocato danni, secondo il monitoraggio effettuato dalla Protezione civile e dai Vigili del fuoco ma un’ondata di paura in tutta la regione. “Abbiamo ricevuto moltissime telefonate di persone comprensibilmente spaventate e che non sapevano cosa fare – spiega Costarella a Il Lametino.it – e che chiedevano cosa fare ma il dato importante è che non si registrano danni. Abbiamo anche fatto una riunione della unità di crisi con il Dipartimento nazionale, Calabria, Sicilia e Puglia per fare il punto della situazione”.
E se in queste ore in tanti paragonano il terremoto di questa notte alle terribili scosse che sono avvenute negli anni scorsi a L’Aquila e Amatrice, il capo della Prociv Calabria chiarisce: “E’ stato un terremoto totalmente diverso. Quello di Amatrice è un terremoto crostale, superficiale, tipico delle zone appenniniche del centro Italia, invece questo è un terremoto che è avvenuto in una zona della Terra molto profonda che è la Litosfera, dove fondamentalmente la placca, l'arco calabro peloritano sprofonda nel mantello attraverso un piano inclinato. Quindi sono due terremoti totalmente diversi e ovviamente gli effetti sono totalmente diversi”.
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G.V.
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