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Rende (Cosenza) - L'Università della Calabria consolida per il terzo anno di fila la prima posizione nella classifica Censis dei grandi atenei statali, ovvero quelli che contano tra i 20.000 e i 40.000 iscritti. L'ateneo calabrese ha registrato un punteggio complessivo di 91,7, posizionandosi davanti all'Università di Pavia, che mantiene il secondo posto con 90,2 punti, e all'Università di Cagliari, che sale di due posizioni attestandosi al terzo posto con un punteggio di 88,5.

L'analisi dettagliata dei parametri attribuiti all'Università della Calabria evidenzia il raggiungimento di punteggi di rilievo in diverse aree, ma spiccano le valutazioni nelle voci 'servizi' (110) e 'borse di studio' (109). Nell'ambito della comunicazione e dei servizi digitali l'Unical ottiene 94 punti, mentre sono 91 i punti per quanto riguarda le strutture. "Questo risultato straordinario - ha commentato il rettore Gianluigi Greco - è il frutto del lavoro corale di tutta la nostra comunità accademica, che ringrazio profondamente. Il primato per il terzo anno consecutivo dimostra la solidità del nostro modello di campus e le eccezionali opportunità che offriamo ogni giorno alle nostre studentesse e ai nostri studenti. Dietro questa offerta di qualità ci sono un forte senso identitario e una chiara progettualità, che trovano la loro massima espressione nel nostro primato assoluto sui servizi, un ambito in cui stacchiamo di gran lunga il secondo ateneo in Italia. Questo divario straordinario è il risultato diretto della dedizione e della competenza del personale che ogni giorno lavora per tradurre concretamente la nostra visione strategica in servizi d'eccellenza unici nel panorama nazionale". "Un primato di questo livello - aggiunge Greco - ci dà una spinta straordinaria a investire con sempre maggiore convinzione sul futuro delle nuove generazioni, lavorando con costanza per fare del nostro ateneo un polo d'attrazione altamente competitivo, sia in Italia sia all'estero".

Occhiuto: "Unical ancora prima, Calabria eccellenza nazionale per diritto allo studio"

"La Calabria ancora prima in Italia. L'Università della Calabria di Cosenza si conferma, infatti, al primo posto tra i grandi atenei statali nella nuova classifica Censis 2026-2027, consolidando un primato di assoluto prestigio. Un risultato straordinario, che premia il lavoro dell'intera comunità accademica, dei docenti, dei ricercatori, del personale e degli studenti". Così in una nota Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria. 

"Ottime notizie - prosegue - arrivano anche dall'Università Mediterranea di Reggio Calabria, che guadagna tre posizioni rispetto allo scorso anno e conquista il terzo posto nazionale tra i piccoli atenei statali, confermando un importante percorso di crescita e una sempre maggiore capacità di competere ai vertici del sistema universitario italiano. Anche l'Università Magna Graecia di Catanzaro fa registrare risultati significativi in alcuni degli indicatori presi in considerazione dal Censis, con ad esempio valutazioni in crescita per le strutture. Particolarmente significativo è il dato relativo alle borse di studio. L'UniCal, l'Università Mediterranea e la Magna Graecia sono tutte e tre prime nelle rispettive categorie. Un risultato che certifica l'eccellenza del sistema del diritto allo studio in Calabria e che premia anche l'impegno costante della Regione e la sinergia permanente costruita in questi anni con i nostri Atenei. Continueremo a lavorare insieme alle università calabresi per rafforzare il diritto allo studio, migliorare i servizi destinati agli studenti, rendere i nostri questi veri e propri porti del sapere sempre più attrattivi e competitivi e offrire ai giovani nuove opportunità di formazione e di futuro nella nostra Regione. Le mie congratulazioni ai rettori Gianluigi Greco dell'Università della Calabria, Giovanni Cuda dell'Università Magna Graecia, e Giuseppe Zimbalatti dell'Università Mediterranea, e alle intere comunità accademiche dei tre Atenei per i risultati raggiunti e per il lavoro che quotidianamente svolgono al servizio dei giovani e della crescita della Calabria".

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