
Roma - "Da lato il cappio della criminalità in tempo di crisi si stringe ancor più; dall'altro aumentano le persone che decidono di ribellarsi. Si prestano a questa doppia lettura le cifre del Viminale sugli aiuti, 30 milioni in tutto, stanziati quest'anno per le vittime d'usura che decidono di denunciare e chiedono l'aiuto dello Stato. Sono raddoppiati in un anno: 19 milioni e 450 mila euro da gennaio a ottobre, contro i 9,3 del 2012, a titolo di ristoro per chi si è ribellato. Più altri 9,9 milioni deliberati in favore degli assediati dal racket. Rispetto ad una stabilizzazione delle istanze per estorsione, quest'anno c'è una crescita esponenziale di quella per usura", ha detto il prefetto Elisabetta Belgiorno, commissario straordinario antiracket e antiusura che, illustrando la sua relazione annuale oggi a Roma, ha sottolineato il collegamento tra usura e crisi economica: "Lo scenario è critico. In un momento di difficoltà nell'accesso al credito, la criminalità organizzata si presenta come sportello bancario parallelo". Lo scorso anno sono arrivate al Viminale, al Comitato per le vittime dell'estorsione e l'usura, 701 istanze di protezione, quest'anno sono 2 mila. E sono sempre più le donne che provano ad alzare la testa: il 26,5% dei mutui erogati alle vittime di usura è stato destinato a imprenditrici; alle donne titolari di imprese sono andati anche il 20% delle risorse per il contrasto al pizzo. Come Anna Tarantino, il cui caso è stato portato ad esempio. Il suo bar a Napoli, vicino alla Questura, è stato distrutto a Capodanno del 2011 dalla camorra con una bomba, e che riaperto in meno di due mesi con l'aiuto del Fondo di solidarietà: "E' la dimostrazione - ha detto - che ci sono le condizioni per ribellarsi al racket, e chi non lo fa non ha scusanti". O Caterina Miscimarra, impreditrice di Lamezia Terme, la cui famiglie è finita vittima dell'usura e, presa in mano la situazione, ha deciso di denunciare. "Parliamo di un intervento dello Stato che funziona e i nostri concittadini possono andarne orgogliosi. Quando lo stato c'è, lo Stato vince", per il ministro dell'Interno Angelino Alfano. "Abbiamo un'ambizione grande", ha aggiunto: "Rendere il nostro paese pizzo free e usura free". Il prefetto ha poi rivolto un appello alla magistratura: "Chiedo uno sforzo supplementare ai pm, di accelerare le indagini. La chiusura indagini e il loro parere è fondamentale per sapere se possiamo dare ristoro alle vittime. Non possono metterci 4-5 anni a chiudere le indagini! Devono darci in fretta il parere e dirci se si tratta di usura, non portare la prova provata".
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