Salta al contenuto principale

calendario-venatorio_04e40_6e018_1cdcb_3a9f8_1adff.jpg

Vibo Valentia - "Prima il fuoco dell'estate, ora le doppiette". Così le organizzazioni aggregate del Wwf Calabria si schierano contro la decisione della Regione di anticipare l'apertura della stagione venatoria, in una fase caratterizzata, secondo gli ambientalisti, da caldo eccezionale, siccità e incendi che hanno colpito boschi e campagne. Il Wwf sostiene che il calendario venatorio regionale preveda un anticipo di quasi 20 giorni rispetto alla terza domenica di settembre indicata dall'articolo 18 della legge 157 del 1992. La stagione, secondo l'associazione, proseguirà fino al 31 gennaio 2027, con esclusione delle giornate di martedì e venerdì.

"Anziché impedire un ulteriore accanimento contro le specie animali già provate dal caldo eccezionale per intensità e durata, dalla riduzione degli habitat a causa degli incendi e dalla mancanza di acqua, la Calabria ne autorizza l'uccisione", afferma il Wwf, che contesta anche i presupposti dell'anticipo della stagione venatoria. Tra i rilievi sollevati dall'associazione c'è quello relativo all'assenza, a suo giudizio, di un "adeguato piano faunistico venatorio". Il Wwf sostiene inoltre che la Regione abbia fatto riferimento a un piano risalente al 2003, successivamente rinnovato per decreto. Particolare preoccupazione viene espressa per il colombaccio, la cui caccia è prevista in preapertura. Secondo il Wwf in questo periodo alcuni esemplari adulti potrebbero avere ancora piccoli nei nidi e l'abbattimento potrebbe provocarne la morte per fame. Sul fronte giudiziario il Wwf ricorda che il Tar ha già sospeso la preapertura prevista per il 2 settembre e che nella stessa giornata è attesa la decisione sulle altre date. La fase anticipata riguarda anche gazza e cornacchia. Gli ambientalisti esprimono inoltre timori per la quaglia, cacciabile dal 13 settembre, e per possibili abbattimenti accidentali di specie non cacciabili, tra cui la tortora.

A questo si aggiunge, secondo il Wwf, una carenza di vigilanza venatoria che renderebbe difficile un efficace controllo del territorio. Nel mirino dell'associazione c'è infine l'intenzione della Regione di chiedere, entro il 30 aprile, la possibilità di effettuare prelievi in deroga di "piccole quantità" di specie attualmente protette, tra cui storno, piccione domestico, tortora dal collare e fringuello. Il Wwf attende le indicazioni dell'Ispra sulle eventuali quantità autorizzabili. "Di fronte a una situazione ambientale così allarmante - sostiene il Wwf Calabria - ci si domanda quale altra catastrofe ecologica debba accadere per indurre la Regione a una maggiore sensibilità nei confronti della fauna selvatica".

Segui il Lametino
Le notizie di Lamezia e della Calabria, dove preferisci tu.