Processo Mala Sanitas, chieste pene per 50 anni in Calabria

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Reggio Calabria - I pubblici ministeri hanno invocato pene complessive per oltre 50 anni di carcere al termine della requisitoria nel processo scaturito dall’operazione “Mala Sanitas”, condotta dalla Guardia di Finanza nell’aprile del 2016 nei confronti di sanitari operanti o già in servizio presso i reparti di Ostetricia e Ginecologia, di Neonatologia e di Anestesia degli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria. Le accuse a vario titolo sono di associazione a delinquere, falso ideologico e materiale, di soppressione, distruzione e occultamento di atti veri nonché di interruzione della gravidanza senza consenso della donna.

L'indagine era scaturita da intercettazioni eseguite a carico della cosca De Stefano nell'ambito di un altro procedimento della DDA. Nel corso delle intercettazioni, attivate su un’utenza intestata all'Azienda Ospedaliera "Bianchi-Melacrino-Morelli" e in uso al dott. Alessandro Tripodi, medico ginecologo presso il reparto “Ginecologia e Ostetricia” nonché nipote di Giorgio De Stefano (condannato nel marzo dello scorso anno a 20 anni di reclusione nel troncone abbreviato del processo Gotha) erano emersi numerosi presunti episodi di malasanità per colpa medica e falsità in atto pubblico da parte del personale dei Riuniti. Alessandro Tripodi in particolare è accusato di avere indotto fraudolentemente, con la complicità di altri sanitari e ostetriche del reparto, la propria sorella a interrompere la gravidanza perché convinto che il bambino non sarebbe nato sano.

Una sola richiesta di assoluzione, per l'ostetrica Mariangela Tomo, e due di prescrizione, per i ginecologi Roberto Rosario Pennisi e Marcello Tripodi. Queste nel dettaglio le richieste di pena invocate dell'accusa: Luigi Grasso: 4 anni; Maria Concetta Maio: 3 anni e 6 mesi; Daniela Manuzio: 7 anni e 6 mesi; Antonella Musella: 3 anni e 6 mesi; Annibale Maria Musitano: 3 anni e 6 mesi; Filippo Luigi Saccà: 4 anni; Massimo Sorace: 4 anni e 6 mesi; Giuseppina Strati: 3 anni e 6 mesi; Alessandro Tripodi: 6 anni; Pasquale Vadalà: 8 anni; Antonia Stilo: 3 anni.

 

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