Lamezia: "Il ritorno dello sporcaccione", presentato libro inedito di Bukowski con la sua traduttrice ufficiale

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Lamezia Terme  – Nell’epoca moderna nella quale grandi e piccoli si trovano calati, è sempre complesso analizzare processi di sensibilizzazione alla cultura attraverso il mondo della letteratura. È quello che a Lamezia, in modo diverso, numerose realtà associazionistiche tentano di fare. Oggi è la volta di Open Space – Associazione Culturale nata di recente e attiva sul territorio che, di concerto con  il Sistema Bibliotecario Lametino, hanno presentato in anteprima nazionale “Il ritorno dello sporcaccione” selezione delle migliori storie apparse nella  famosa rubrica "Taccuino di un vecchio sporcaccione" di Charles Bukowski  e mai raccolte in volume. Storie di sesso, droghe e alcol. A curare il libro, pubblicato da Feltrinelli editore, è Simona Viciani, presente in città per la due giorni “Bokowski tales” idea dai ragazzi di Open Space, traduttrice ufficiale dell’autore in questione.

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Un matinée vero e proprio, con al centro la poetica di Bokowski, lo scrittore statunitense di origine tedesca  da cui emerge la corrente del ‘realismo sporco’, in cui i protagonisti oltre alla Viciani sono stati gli studenti dell’IPPSAR ‘Luigi Einaudi’ di Lamezia Terme, dietro la cura del professor Giovanni Muraca. Entusiasta dell’incontro la dirigente Rossana Costantino saluta così i presenti “Per noi è un onore presentare in anteprima il libro della traduttrice ufficiale di uno degli autori contemporanei più importanti”. Anche il professore Muraca,  di frequente attento alla pedagogia degli studenti porge il suo saluto “Grazie ai due incontri propedeutici sulla figura di Bokowski – dice il professore Muraca – è venuta fuori una proposta interessante, sono emerse molte cose, domande, riflessioni. Un’occasione attraverso cui superare la timidezza dei ragazzi, per cui sentiamoci liberi anche nell’informalità”.

Per questa iniziativa, che vede un ricco programma, sono state coinvolte anche la Libreria Tavella, dove oggi pomeriggio alle 18.30 seguirà la medesima presentazione, la biblioteca comunale di Pianopoli con altre iniziative previste per domani, ma anche lo stesso Palazzo Nicotera di Lamezia dove è appena stata inaugurata una istallazione artistica collettiva, e il Caffè Letterario Qmè.  A proposito della rubrica da cui prende origine il titolo del libro, da come si legge dalla descrizione, questa continuò ad essere da lui utilizzata come palestra per sviluppare idee per i suoi libri successivi. "Il ritorno del vecchio sporcaccione" mette insieme molte di queste gemme rimaste inedite da allora. Emergono le sue solite ossessioni: sesso, alcol e cavalli. Le sue incursioni nella letteratura o nella politica, le sue tormentate relazioni con le donne e le sue luride scappate nei giri della poesia. Seguendo l'intero arco della carriera dello scrittore, il libro fa luce su una parte della sua biografia e mette in risalto tutta la sua versatilità.

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Simona Viciani che dal 1988 al 1999 ha vissuto a Palos Verdes, Los Angeles, a pochi chilometri da San Pedro,  si mostra emozionata e ribadisce riguardo l’opera del poeta maledetto, esattamente nella stessa maniera dell’incontro dello scorso anno, di essere stato per lei ‘amore a prima vista’. “Avevo 15 anni quando entrata in biblioteca sfogliai per la prima volta Bukowski – dice la Viciani – da lì ho subito approfondito e notato che in italiano veniva censurata la parte poetica”. Ed è proprio la poesia la vera ‘bellezza’ in Bokowski, secondo la visione di Simona Viciani, per come sollecitata da Maria Chiara Caruso di Open Space. “Le frasi secche e apparentemente crude – prosegue – ti entrano nel cuore”. La traduttrice racconta di aver perfezionato, studiando la tecnica stilistica del poeta, il c.d ‘effetto Bukowski’. Una frase nella quale viene descritta la quotidianità.

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Una dicotomia fra alto e basso, un po’ come un pugno seguito da una carezza. Ma che tipo di carattere aveva Bokowski? “Era anarchico, soffriva le etichette, era un uomo dai principi liberi, non era neanche a favore degli hippie”. Ma rispetto all’epoca attuale, quale sarebbe stato il suo approccio? La traduttrice confessa di aver abitato 12 anni vicino a lui, e di come tutti i pomeriggi liberi li trascorreva abitando i suoi posti, passando dall’ippodromo, dal bar, dalle librerie. “Tutto è iniziato dal mio numero di telefono lasciato scritto su un tovagliolino” – commenta la Viciani circa l’inizio dei suoi rapporti letterari con Bukowski e conseguentemente il suo lavoro da traduttrice. Come accade spesso con chi detiene eredità letterarie, si tende a mitizzare l’autore. Resta da capire, nel mondo contemporaneo, la linea di demarcazione che intercorre fra la naturalezza e l’artificio per studiare l’approccio necessario, diretto ad educare i giovani alla lettura e alla cultura. 

V.D.

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