Il silenzio

Scritto da  Pubblicato in Filippo Veltri
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   Quando chiude un presidio di legalità è soprattutto la società che viene a perderci. Se questo accade in un territorio delicato come la Calabria la sconfitta forse fa più rumore che altrove, o almeno dovrebbe essere così. E' quello che è successo all'Osservatorio Falcone-Borsellino-Scopelliti della Calabria che dopo 25 anni di attività chiude i battenti, quella del Presidente Carlo Mellea che in poche parole annuncia la chiusura del presidio sul suo sito non è solo un grido di aiuto ma una sconfitta per tutti.

La storia dell'Osservatorio nasce negli anni in cui a Palermo le stragi del '92 avevano mosso la coscienza di molti e iniziarono a nascere anche i primi movimenti anti-mafia. In quegli anni stava nascendo anche qualcosa in Calabria. Guerre di mafia e omicidi eccellenti iniziavano a risvegliare la voglia e la determinazione di reagire di molti e, in questo contesto nasce a Soverato l'Osservatorio Falcone-Borsellino-Scopelliti, un luogo da cui diffondere la cultura della legalità ma che forse prima di tutto uno spazio di riflessione collettivo nel rispetto delle regole, della trasparenza ed alla lotta alla criminalità organizzata. Un patrimonio di idee da mettere a disposizione soprattutto dei ragazzi e delle nuove generazioni, considerati come il baricentro dell'intera attività che è passata di scuola in scuola in Calabria, spesso quando i mezzi lo hanno permesso anche fuori regione: Liceo Classico Sannazaro di Napoli, Liceo Galvani Bologna e Istituto tecnico Commerciale Fermi di Pontedera. Non può esistere uno Stato bonificato dalle malepiante delle mafie senza il coinvolgimento di chi è destinato ad impadronirsi del futuro. Sono le parole con le quali Mellea introduce il libro "25 anni tra i ragazzi per la legalità" pubblicato in occasione dei 25 anni di attività e in cui si ripercorre la storia del presidio attraverso le interviste e le testimonianze di chi, con l'aiuto dell'Osservatorio è riuscito a portare la propria testimonianza in molte scuole della Calabria. Dal Magistrato Nino Di Matteo ad esempio, che venne in Calabria proprio grazie ad uno degli incontri organizzato da Mellea e dal suo presidio, al Procuratore Aggiunto di Cosenza Marisa Manzini, al Procuratore capo di Lamezia Salvatore Curcio così come anche il Magistrato Michele Del Gaudio. Sono presenti anche testimonianze di politici da Giuseppe Lumia Presidente della Commissione Antimafia a Doris Lo Moro e Vannino Chiti, Simona Dalla Chiesa (figlia del Prefetto di Palermo), Wanda Ferro consigliere regionale e Mario Magno consigliere regionale. Anche testimonianze della Chiesa con il racconto di Don Alfonso Alfano che ha speso la propria vita per aiutare i ragazzi nelle strade di Napoli e Don Mimmo Battaglia oggi Vescovo, presentazione libro su Don Pino Puglisi con Francesco Deliziosi. Una storia ricca di capitale umano e di esperienze che però non sono servite al presidio a continuare la propria attività e la propria azione. La sua richiesta di aiuto Mellea l'aveva lanciata qualche tempo fa, parlava di solitudine finanziaria perchè per diffondere una cultura legalitaria e antimafia bisogna affrontare dei costi che non riesco a sostenere. Il Presidente si rivolgeva in particolare alla società civile perchè "per nostra scelta non abbiamo mai chiesto soldi pubblici" e di questo ne andiamo fieri. Un appello che purtroppo, visto il risultato, è rimasto inascoltato!

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